FS: serve chiarezza su quotazione

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“Si faccia rapidamente chiarezza sul futuro del Gruppo FS italiane”. E’ quanto chiede il Segretario Generale della Filt Cgil, Alessandro Rocchi, spiegando che “è uno dei temi strategici per lo sviluppo del Paese, in quanto tema di programmazione pubblica e di politica dei trasporti”. “Abbiamo più volte espresso – sottolinea il dirigente della Filt – tutte le nostre riserve sull’effettiva utilità per l’economia nazionale della parziale quotazione in borsa del Gruppo. Qualora, come attualmente sembra, Governo e Parlamento dovessero decidere di procedere comunque nell’operazione, prediligiamo, tra le varie modalità possibili, quella indicata dal DPCM del dicembre 2015, tuttora vigente, che prevede la parziale quotazione dell’intero Gruppo, in blocco, con la sola esclusione degli asset riferiti all’infrastruttura ferroviaria, sulla quale sarà necessario definire la permanenza in capo a RFI delle attività che attualmente vi svolge (gestore infrastruttura, progettazione, esercizio, manutenzione, ecc). Una modalità che salvaguarda l’unitarietà del Gruppo e la sua caratteristica industriale a struttura integrata”.

Gateway Ups a Tessera: importante accordo della Filt Venezia

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Il 17 luglio 2017, in occasione di un cambio appalto, la Filt Cgil di Venezia ha ottenuto dei diritti importanti per i lavoratori del magazzino Gateway Ups a Tessera. Infatti, il Consorzio Vega, succeduto nell'appalto al cedente consorzio Gaia, ha firmato con la Filt un accordo in cui, oltre ad assumere tutti i lavoratori alle precedenti condizioni contrattuali a tempo indeterminato, senza periodo di prova, non solo ha riconfermato i diritti conquistati precedentemente (come il buono pasto e la possibilità  per le coppie di fatto e quelle costituite da persone g.l.b.t.q. di usufruire degli stessi diritti contrattuali fruiti dalle coppie regolarmente sposate), ma ha riconosciuto a tali lavoratori un'indennità di disagio di 6,30 euro lordi per giornata di presenza.

Coordinamento Regionale Ferrovieri: il punto della nostra iniziativa sindacale

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Segnaliamo in estrema sintesi le iniziative realizzate nell’ultimo anno nell’ambito degli appalti, di FS e di altre imprese ferroviarie presenti in Veneto come RTC. Dopo l’elezione di RSU e RLS avvenuta a novembre 2015 è stato presentato al Comitato Direttivo Filt Veneto il 4 maggio 2016 e votato il coordinamento regionale dei ferrovieri istituito, nella sua nuova formulazione, con l’obiettivo di migliorare la capacità di intervento sulle vertenze e nelle contrattazioni ai vari livelli nel gruppo FS del Veneto. Il coordinamento è affidato ad Alessandro Piras mentre la responsabilità resta al segretario Generale Filt Veneto. Il coordinamento risponde alla necessità di adeguare l’organizzazione della Filt in tale comparto alla realtà dei ferrovieri in modo da seguire al meglio la contrattazione nel quadro delle mutate articolazioni regionali del gruppo FS che hanno assunto dimensioni organizzative che vanno oltre la singola provincia.

Coordinamento Regionale Merci e Logistica: un anno di attività

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Ad un anno di distanza facciamo il punto della situazione su questo coordinamento presentato all’ultimo Comitato Direttivo di fine giugno. Come Filt del Veneto abbiamo rilanciato la nostra iniziativa sindacale con un documento sulla logistica, approvato dal Comitato Direttivo del 4 maggio 2016, che definisce le linee strategiche della nostra azione nel Veneto e nei territori organizzandoci con un coordinamento regionale condotto da Romeo Barutta e composto dai responsabili e segretari che seguono il settore.

L’azione del coordinamento ci ha permesso di seguire le filiere commerciali delle vertenze degli appalti in tutte le provincie e di un maggiore coinvolgimento di tutti i compagni/e cui è corrisposto un forte impegno di lavoro, ma anche una accresciuta nostra capacità di rappresentare il settore e lottare per i diritti dei lavoratori. Soprattutto in questi mesi, la ripresa del conflitto sindacale ha caratterizzato la nostra azione nei cambi di appalto come nei diritti dei driver, contro sfruttamento e dumping sul costo del lavoro.

Anas-FSI: serve cabina di regia al MIT per l’accorpamento

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Le segreterie nazionali il 12 luglio 2017 hanno inviato una richiesta urgente di incontro ad Anas in merito all’evoluzione dell’accorpamento della Società e di FSI nonché del processo di riordino e nuova classificazione della rete stradale nazionale. Le organizzazioni sindacali ritengono opportuna l’attivazione di un tavolo congiunto con Anas presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per una più ampia condivisione di alcuni tra i temi avanzati dal Sindacato quali la costituzione di una cabina di regia per la riclassificazione della rete stradale nazionale e che preveda, tra i vari compiti, anche modalità e tutele, in caso di trasferimento ad Anas di dipendenti dagli Enti Locali interessati. In questo confronto congiunto, potranno essere affrontati ulteriori temi di comune interesse, quali l’individuazione delle azioni più opportune per l’attuazione del nuovo modello di esercizio di Anas e la risoluzione della problematica relativa al trattamento previdenziale dei dipendenti di Anas in regime Inpdap.

INTERVISTA A SUSANNA CAMUSSO

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Pubblichiamo le domande del giornalista Marco Damilano al segretario generale della Cgil. IN CGIL SI CHIUDE LA FASE DELLE TENSIONI.  NEL PAESE CI VUOLE UNA SINISTRA UNITA E FELICE. Crisi della sinistra, ma anche crisi dei sindacati, referendum costituzionale vinto, ma anche sconfitta del sindacato confederale nella vertenza Alitalia, tensioni continue con i partiti della sinistra e necessità di superare le politiche fallimentari di questi anni a partire dal Jobs Act, il giudizio sulle proposte di reddito di cittadinanza (“non risolve né la questione della disuguaglianza, né quella della mancanza di reddito. Noi pensiamo sia indispensabile mantenere uno stretto legame tra reddito e lavoro”), battaglie politiche sui contenuti, unità interna della Cgil e nuovi assetti del gruppo dirigente in vista del Congresso del 2018 che segnerà la conclusione degli otto anni di mandato di Susanna Camusso. 

TPL: accordo al MIT su clausola sociale e uso personale inidoneo

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“Registriamo con soddisfazione che i contenuti dell’accordo del 12 giugno, siglato dai sindacati con il Ministero dei trasporti, relativo all’interpretazione delle norme contenute nel DL 50/2017 sono stati inseriti nei lavori parlamentari”: così Filt-Cgil, Fit-Cisl UilTrasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna. “Quell’accordo, infatti - proseguono le sigle sindacali - interviene sulla clausola sociale e sull’uso del personale inidoneo. Nel caso di cambiamento del soggetto gestore del servizio, oggetto del trasferimento dovrà essere tutto il personale, ad eccezione dei soli dirigenti. Il trasferimento del personale deve avvenire senza soluzione di continuità, in quanto si tratta di prosecuzione dell’originario rapporto di lavoro con la relativa conservazione di tutti i diritti acquisiti. In caso di trasferimento l’azienda subentrante garantirà l’applicazione del contratto nazionale di settore e il contratto di secondo livello o territoriale applicato dal gestore uscente”.

Industria 4.0 e logistica: serve una nuova strategia per la contrattazione

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Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso è intervenuta ieri al seminario organizzato a Roma sulla logistica, le infrastrutture e le grandi trasformazioni in corso nei sistemi produttivi. Industria 4.0, ha detto Camusso, è solo una semplificazione di quello che sta succedendo nella nuova fase di cambiamento. E’  in corso una nuova polarizzazione: da una parte si toccano punte di eccellenza nell’innovazione, dall’altra però si ripresentano forme fordiste di sfruttamento e nuove forme di sfruttamento del lavoro. La logistica è il concentrato di queste contraddizioni. Per questo il sindacato deve attrezzarsi sia sul piano dell’analisi dei fenomeni, sia soprattutto nella messa a punto delle nuove forme di contrattazione.

Su questi temi, che saranno oggetto di approfondimenti successivi da qui al Congresso Cgil, sono intervenuti ieri esperti e studiosi (come Sergio Bologna), il segretario confederale Vincenzo Colla, che ha la delega di Industria 4.0 e i segretari generali delle categorie che sono interessate maggiormente al cambiamento. Alla tavola rotonda, coordinata da Fabrizio Solari sono infatti intervenuti: Emilio Miceli, Maurizio Landini, Alessandro Rocchi, Marco Bermani.

Non attaccare diritto sciopero. Approvare legge su rappresentatività

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"Non si approfitti ogni volta che ci sono disservizi causati da scioperi da noi non condivisi né proclamati, per assestare un vero colpo di mannaia sulla libertà sindacale e sul diritto di sciopero sancito nella nostra Costituzione". Lo afferma il segretario confederale della Cgil Vincenzo Colla. "Utilizzando le polemiche scaturite dallo stop dei trasporti urbani di venerdì scorso da parte delle sigle sindacali minori - sostiene Colla - il senatore Pietro Ichino è tornato ad invocare l'approvazione del suo ddl, dove tra le altre limitazioni è espressamente previsto lo svolgimento del referendum tra tutti gli addetti, con l'obbligo del 51% di consenso per dichiarare sciopero". "Per rafforzare la sua tesi il senatore si spinge addirittura a fare esempi con le leggi in merito tedesca, britannica e spagnola, che prevedono forme di consultazione, dimenticandosi però di dire - sottolinea il dirigente sindacale - che in quei paesi non vi sono, come invece nel nostro, leggi restrittive e di garanzia per il contemperamento dei due diritti costituzionali, lo sciopero e il diritto dell'utente/cittadino.

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