1° workshop RLS Filt in Veneto: rete, lavoro e sicurezza

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Si è tenuta il 31 maggio 2017 a Mestre la giornata di formazione sulla sicurezza per i Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza (RLS) della Filt in Veneto. I temi affrontati riguardavano il ruolo degli RLS specificamente nel settore trasporti: approcci e modalità operative efficaci per una partecipazione attiva nella gestione integrata dei sistemi di sicurezza, qualità e ambiente, oltre che dei Modelli di Organizzazione e Gestione (MOG) ex. D. LGS. 231/01. E altra questione molto delicata su cui si sono esercitati i partecipanti: le peculiarità, i problemi e le strategie per un ruolo di rappresentanza della sicurezza nel contesto degli appalti e nella gestione delle interferenze tra imprese. Hanno guidato la giornata i docenti Giovanni Simioni del dipartimento Salute e Sicurezza CGIL Veneto e Nadia Fanelli Responsabile Sicurezza per la Filt Cgil Nazionale, coordinati dalla segretaria della Filt Veneto Federica Vedova.

L’obiettivo era quello di condividere le azioni da compiere, a partire dagli strumenti contrattuali, per rendere esigibile la disciplina normativa per la promozione, il miglioramento e la tutela della salute psico-fisica. In questa occasione si intendeva stimolare la partecipazione attiva dei delegati nella soluzione dei casi e, in prospettiva, creare una solida rete tra i rappresentanti della sicurezza.

Con Nadia Fanelli si è approfondito il ruolo di RLS nel sistema della contrattazione recuperando quanto già la normativa prevede, ovvero che il Rappresentante LS sia parte integrante della RSA e quindi con il pieno titolo a svolgere ruolo di contrattazione nei luoghi di lavoro.

Nelle esperienze lavorative dove questo non avviene spesso il RLS si trova a lavorare solo come tecnico della sicurezza e spesso in “solitudine” rispetto alla struttura sindacale di rappresentanza del luogo di lavoro, dimostrando così i limiti dell’efficacia del ruolo.

E’ quindi importante ricercare anche nelle forme organizzative la giusta sinergia immaginando che il RLS possa diventare un componente effettivo del sistema di rappresentanza con maggiori capacità rispetto ad una materia che ha necessità di diventare centrale nell’ambito della contrattazione più generale.

Nel percorso formativo è stato approfondito il tema della rappresentanza per la sicurezza in presenza di appalti, esternalizzazioni e rischi da interferenza e di come i ccnl, gli accordi di 2 livello e gli RLS possano diventare strumenti di prevenzione per ridurre i rischi lavorativi, gli infortuni e le malattie professionali.

Esempi concreti nei nostri settori sono stati:

1.    

l’accordo nei porti che ha anche istituito e regolamentato il ruolo del RLS di sito,

2.    

il CCNL dell’autonoleggio che ha reso esigibile l’identificazione dei responsabili dell’azienda committente relativamente agli appalti in essere e ai lavoratori delle imprese indiretti,

3.    

il CCNL dell’Anas che obbliga il committente a fornire ai propri RLS i nominativi degli RLS delle imprese appaltatrici in caso di rischio da interferenza al fine di agevolarne l’intervento preventivo.

In continuità con quanto fatto di recente come Filt Nazionale si continuano ad elaborare progetti di emersione delle malattie professionali nei settori dove tale rischio è evidente, ma ancora non oggetto di regolare denuncia da parte dei lavoratori e di riconoscimento da parte dell’Inail, come ad es. nell’autotrasporto o nel TPL relativamente alle patologie muscolo-scheletriche e quelle derivanti da stress lavorativo. La realizzazione di questi progetti è in collaborazione con l’Inca nazionale e le Filt territoriali.

In materia di infortuni invece l’attenzione è rivolta in modo particolare ai rischi derivanti dalle attività di manutenzione praticamente in tutti i settori e a quelli legati alla sicurezza stradale, sia per chi guida un mezzo, sia per coloro che espletano la loro attività lavorativa su strada nell’ambito della viabilità.

Le condizioni e le tutele dei lavoratori negli ultimi anni sono oggettivamente peggiorate a causa della crisi e questo appare evidente anche dai dati degli infortuni che non sono mutati malgrado le ore di lavoro siano complessivamente diminuite. E’ per questo che l’impegno anche del sindacato ad affrontare questo tema debba essere fortemente rilanciato conoscendo le capacità della nostra organizzazione e gli strumenti disponibili per rendere esigibili tutti i diritti anche in questo ambito.

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