Basta tagliare sulla spesa sociale

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Il secondo messaggio della segretaria Generale Cgil Susanna Camusso alla manifestazione di Milano è stato dedicato al Welfare.

 “Se 11 milioni di persone hanno smesso di curarsi – ha scandito dal palco della manifestazione di sabato 14 ottobre 2017 a Milano – non c’è alcun risparmio, ma solo un costo per le persone e per il paese e allora bisogna capire perché rinunciano.

Il problema non sono solo i ticket, ma anche e soprattutto la riduzione dell’offerta sanitaria sul territorio”. E c’è un solo modo per risolvere questo nodo: “Smettere di tagliare il Fondo sanitario nazionale. Invece nel Def c’è scritto chiaramente che noi siamo l’unico paese in Europa che continua a tagliare la spesa sanitaria rispetto al PIL”. Mentre in tutto il mondo si procede al contrario: visto il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione l’indicazione è quella di aumentare la spesa sanitaria, non tagliarla.

Occorre quindi ricominciare a investire e “smettere di dire che si tratterebbe di un costo, perché non lo è”.

La leader della Cgil ha insisto poi sulla lotta alla povertà e ha spiegato che investire in sanità significa soprattutto investire sul benessere di tutte le persone che vivono in questo paese.

Rispetto all’occupazione giovanile, è chiaro che “la decontribuzione per le assunzioni non serve a nulla. Si creano rapporti di lavoro brevi e precari che finiscono quando termina lo sgravio. Perché non sfruttare l’apprendistato, invece, cioè una forma contrattuale che permette di lavorare e essere formati, assicurando un percorso professionale non usa e getta?

Una volta esaurito lo sconto fiscale, infatti, le imprese non assumono, ma magari offrono uno stage o un tirocinio quasi gratuito”.

In sostanza, il governo continua a dire che il lavoro a tempo indeterminato deve costare meno, “ma questo obiettivo non lo si raggiunge con gli sconti fiscali: se autorizzi tirocini a 300 euro al mese non ci sarà mai una vera concorrenza tra le due forme.

Insomma: non si rilancia un paese facendo fare a giovani lavori quasi gratuiti”. Duro anche il giudizio sull’alternanza scuola lavoro, non sullo strumento in sé ma su come lo si sta attuando: “Laddove si sono fatti accordi e ci sono i tutor le risposte sono state positive. Ma servire caffè dietro a un bancone o fare fotocopie non è alternanza, ma semplice sfruttamento di lavoro gratuito”.

Il segretario generale ha poi rilanciato tutte le richieste dei sindacati sulle pensioni, ha parlato del bluff degli ammortizzatori sociali e ribadito la centralità del rinnovo dei contratti nazionali di lavoro: “Il rinnovo del contratto dei pubblici è responsabilità del governo – ha detto Camusso –. E il fatto che ancora non ci sia l’atto d’indirizzo per quello della scuola indica una volontà precisa: non rinnovarlo. Le parole non bastano più, servono atti concreti”. Naturalmente ci sono anche i tanti contratti privati: grande distribuzione, multiservizi. Con situazioni paradossali: “Il turismo batte tutti i record, i consumi riprendono ma ai lavoratori si nega il contratto e magari gli si chiede di garantire aperture 24 ore su 24”.

In particolare sulle pensioni Susanna Camusso ha ribadito la centralità delle scelte da fare per i giovani e per l’aspettativa di vita. Non si possono rimandare le scelte per le pensioni dei giovani a quando sarà troppo tardi, mentre sull’aspettativa di vita non è vero che è continuamente in crescita.

Ma poi una domanda: può essere sempre una rincorsa infinita, si allunga continuamente l’uscita dal mondo del lavoro.

Intanto le aziende spingono per cacciare i cinquantenni.

Insomma tanti continuano a parlare di previdenza senza sapere di cosa parlano.

E’ necessario fare verifiche sull’aspettativa di vita in base al lavoro che si svolge. Non è la stessa cosa stare su un’impalcatura in un cantiere o fare il professore universitario.

 

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