Camusso: cambiare i meccanismi dell'eta' pensionabile

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Ieri la riunione a Palazzo Chigi sulle pensioni tra il governo e i sindacati confederali si è conclusa con un nuovo appuntamento: lunedì 13 novembre 2017.

Lo ha annunciato all’uscita la leader della Cgil Susanna Camusso: “Sarà un incontro tecnico, ma anche politico in cui si conosceranno le cifre concrete e le intenzioni reali. Verificheremo cioè se ci sarà una vera disponibilità a cambiare i meccanismi sull'aspettativa di vita, oppure no e se ci sarà bisogno di scegliere altre strade per ottenere risposte anche su altri temi”.

Ma il governo, con il presidente Paolo Gentiloni e soprattutto con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, è intenzionato a confermare la centralità del meccanismo dell’adeguamento alla crescita dell’aspettativa di vita per uscire dal mercato del lavoro. La sostenibilità del sistema previdenziale, per il governo, deve rimanere il pilastro fondamentale della sostenibilità finanziaria generale. Si può però discutere di alcuni lavori, visto che effettivamente non sono tutti uguali. Ed è per questo che ci si è dati appuntamento fra dieci giorni per individuare l’elenco dei lavori gravosi da escludere dall’aumento a 67 anni che scatterà per tutti, uomini e donne, dal prossimo anno. 

Rispondendo alle obiezioni critiche del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, il premier Gentiloni avrebbe fatto una battuta sul “paracadute” del Parlamento. Se tra dieci giorni non ci sarà accordo, sarà sempre possibile provare la strada del rinvio di sei mesi (giugno) dello scatto a 67 anni attraverso un decreto. Insomma, come ha detto Camusso, una discussione che "si è svolta su un sentiero difficile perché il dibattito si è molto concentrato più sul rinvio e la sospensione dell'automatismo che lega l'uscita dal lavoro con l'aspettativa di vita. Ma quello che è ingiusto, per la Cgil, è il meccanismo stesso. Sarebbe cioè necessario rivedere le premesse, perché una cosa è discutere di sostenibilità del sistema nel lungo periodo, un'altra è dire che il sistema previdenziale deve continuare a risparmiare. “Della sostenibilità a lungo termine siamo tutti preoccupati – ha spiegato Camusso - ed è per quello che continuiamo a chiedere la previdenza dei giovani".

All’incontro di ieri nella sala verde di Palazzo Chigi erano presenti il premier Paolo Gentiloni, i ministri Pier Carlo Padoan (Economia), Giuliano Poletti (Lavoro) e Marianna Madia (Funzione pubblica). Cgil, Cisl, Uil erano rappresentate dai segretari generali, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo.

 

In ogni caso la Cgil ha ribadito con chiarezza tutte le sue richieste in materia previdenziale. In particolare: Mancano risposte su molti temi rilevanti: giovani, pensione contributiva di garanzia, riconoscimento lavoro di cura , previdenza complementare, in particolare su parificazione fiscale pubblico e privato e su silenzio assenso, flessibilità in uscita e modifica del funzionamento di Ape sociale e norma sui precoci, fondo di integrazione salariale, stabilizzazione sistema politiche attive, sanità ).

Per la Cgil deve  essere chiaro che qualunque percorso di confronto di attuazione della fase due richiede norme legislative da definire nella legge di bilancio ed in tempi utili per consentire alle parti sociali di sviluppare la loro iniziativa politica. ùLa Cgil non accetta perciò percorsi che lascino mani libere al governo e si è impegnata al confronto proprio per evitare che alla fine anche in assenza di accordo per il Governo sarebbe scattato in automatico l’aumento della età pensionabile.

La Cgil chiarisce che se l’idea che muove il Governo è esclusivamente quella di allargare la platea dell’Ape Social non ci sarebbero motivi per proseguire il confronto. Per la Cgil, dunque, il meccanismo va ridefinito  nel suo complesso e  i lavori che vanno considerati in maniera diversa non  sono sovrapponibili a quelli della platea dell’Ape sociale.

 

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