Per Cgil il Ceta è un errore

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Ieri il Parlamento europeo ha dato parere favorevole al Ceta (l’accordo di libero scambio tra Europa e Canada), con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astenuti. L’intesa, il cui negoziato è cominciato nel 2009, si è sviluppata all’ombra del Ttip (l’intesa commerciale tra Usa e Ue), messo ora definitivamente nel cassetto dal neopresidente americano Donald Trump. Molto accese le proteste degli oppositori all’accordo fuori dalla sede di Strasburgo, dove decine di manifestanti hanno provato a bloccare l’accesso alla struttura.

Tra i soggetti contrari alla ratifica c’è anche la Cgil, che, tramite una lettera firmata dal segretario generale, Susanna Camusso, aveva chiesto ai parlamentari europei di votare no. “Sostanzialmente per tre ordini di ragioni – ha detto ieri ai microfoni di "Italia parla", la rubrica di RadioArticolo1, Fausto Durante, responsabile politiche internazionali della confederazione –: la prima, riguarda il possibile impatto dell’accordo commerciale sulla nostra agricoltura, sulla qualità dei cibi, sulla salubrità del processo che porta sulle nostre tavole prodotti canadesi. In Europa abbiamo degli standard innegabilmente più avanzati, più rispettosi dei diritti alla salute e al principio di precauzione, che non esistono nel mondo americano e canadese”.

Per riascoltare l’intervista di Roberta Lisi a Fausto Durante è disponibile il podcast:

http://www.radioarticolo1.it/audio/2017/02/15/31063/il-parlamento-europeo-dica-no-al-ceta-con-fausto-durante-cgil

 

Su Rassegna sindacale la sintesi:

http://www.rassegna.it/articoli/ceta-strasburgo-ha-detto-si

 

 

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