Cgil prima assemblea generale

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Avviata il 7 settembre, con una relazione del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e conclusasi il 8 settembre a Roma i lavori della prima Assemblea generale della Cgil, l’organismo istituito dalla Conferenza di organizzazione del 2015. L’assemblea è composta da 332 membri, in maggioranza attivisti nei luoghi di lavoro e nelle Leghe dello Spi, eletti con i medesimi criteri di rappresentanza e pluralismo adottati per la costituzione del Direttivo della confederazione. Un appuntamento molto importante, che ha messo all’ordine del giorno i temi centrali dell’agenda politico-sindacale italiana. Su Rassegna Sindacale ne parla Nino Baseotto, responsabile organizzativo nella segreteria confederale della Cgil, in una intervista curata da Guido Iocca.

 

Nel corso della intervista, Baseotto ha spiegato la natura di questo strumento nuovo che la Cgil si è data per il suo lavoro e ha fatto il punto sui principali temi all’ordine del giorno. Si tratta della prima Assemblea generale della Cgil in quanto tale, ma che è stata preceduta in questi mesi da assemblee di categoria e a livello territoriale. Che bilancio si può tracciare dell’attività sin qui svolta? Chiede Iocca.

“A rispondere – dice Baseotto - per me sono i fatti, che dicono che sono già tanti i segretari generali o le segreterie scelti da questi organismi. Negli ultimi mesi alcune delle principali strutture regionali e di categoria – ultima, lo scorso 5 settembre, la Cgil di Roma e Lazio – hanno eletto, anche facendo leva su una buona partecipazione dei delegati, i propri vertici in occasione di un’Assemblea generale. Che dire? Se il buongiorno si vede dal mattino, penso che siamo sulla strada giusta. Però, siccome ci piace anche non autocelebrarci, ma sperimentare, con l’assoluta disponibilità a verificare nel concreto se ciò che abbiamo deciso può essere migliorato, modificato, o aggiustato, rimanderei un primo serio bilancio all’appuntamento congressuale del 2018.

 

Ma che cosa è chiamata a decidere l’Assemblea generale? “L’assemblea – spiega Nino Baseotto - oltre a stabilire i criteri per l’integrazione della segreteria confederale, è chiamata a fare il punto sulla ripresa cosiddetta autunnale: il punto politico sulle grandi questioni aperte, dai contratti alle pensioni, e non da ultimo il punto sulla ricostruzione post-sisma. Senza dimenticare, naturalmente, il tema del referendum costituzionale. La Cgil ha convocato prima della pausa agostana un direttivo con il preciso intento di approvare un documento in cui si identificano alcune aree di criticità e di negatività della riforma proposta dal governo, dal cambiamento delle funzioni del Senato al ruolo delle Regioni. Quella presa di posizione del direttivo è stata oggetto di decine di discussioni negli organismi e negli attivi dei delegati un po’ in tutta Italia. Nella nostra Assemblea generale cercheremo di tirare le fila di questa attività di discussione, anche alla luce del fatto che tutte le grandi organizzazioni di rappresentanza, quelle datoriali e non solo, si sono nel frattempo pronunciate nel merito”.

 

Lettura consigliata: come funziona l’assemblea generale

http://www.rassegna.it/articoli/scheda-come-funziona-lassemblea-generale-della-cgil

 

 

 

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