Cgil Veneto agli Stati Generali delle Donne. Superare i differenziali salariali con la contrattazione.

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Anche la Cgil del Veneto ha partecipato agli Stati Generali delle Donne che si è tenuto ieri, 8 giugno 2015, a Mestre.L’incontro aveva lo scopo di riunire le varie comunità, scientifiche, accademiche, associative, istituzionali, professionali, sociali con l’obiettivo di creare una piattaforma (in vista della Conferenza mondiale delle donne del 2015 a 20 anni da quella di Pechino) che sarà presentata a Milano, all’interno di Expo il 26, 27 e 28 settembre con il titolo “Politiche, azioni e misure per ridare il lavoro alle donne in una nuova economia”.Le organizzatrici hanno predisposto un calendario che prevede simili appuntamenti in tutte le regioni italiane per raccogliere idee e proposte da inserire in quella piattaforma. Ieri erano presenti molte donne che da anni si occupano di politiche di genere in regione, ma anche alcune giovani che cominciano ora ad approcciare queste tematiche e che hanno raccontato come stanno affrontando il problema del lavoro femminile presentando la loro agenda per uno sviluppo sociale ed economico inclusivo.Per uscire dalla crisi non  basta la forza delle donne, il loro impegno, le loro capacità, che già si esprimono appieno, ma servono anche atti legislativi e risorse che tengano conto delle esigenze di cittadini, di cittadine e dei ruoli che ciascun soggetto interpreta nella vita privata e in quella sociale-professionale. Purtroppo la maternità è ancora un rischio per l’occupazione delle giovani lavoratrici, è stato sottolineato da molte, e vanno messe in campo tutte le azioni per evitare dimissioni che portano non solo ad una perdita individuale, ma che privano l’intera società del valore delle donne in quanto fonti di creatività e innovazione.La Segretaria Confederale Tiziana Basso, intervenuta per la Cgil Veneto, ha parlato del ruolo di una buona contrattazione per il superamento delle differenze salariali, evidenziando l’impatto che la conciliazione tra lavoro e famiglia potrebbe avere sul reddito delle lavoratrici, senza interventi correttivi. E ha concluso “c’è molta strada da fare perché quel cambiamento culturale e di priorità attraversi anche le donne e gli uomini del sindacato e del mondo imprenditoriale e perché eliminare discriminazioni e disuguaglianze diventi priorità e obbiettivo comune”.

In allegato l’intervento di Tiziana Basso

Tutti gli interventi possono essere ascoltati su:

https://www.youtube.com/watch?v=bYymvZrMOxI

 

Allegato: 

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