Cgil Veneto: crisi, considerare le tante emergenze economico-sociali

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“Siamo di fronte ad una crisi politica improvvisa e al buio che, per modalità, tempistiche e parole d’ordine, rappresenta una scelta irresponsabile, fatta sulla pelle dell’Italia e per un puro calcolo di potere”. A dirlo è Christian Ferrari, segretario generale della Cgil Veneto. “Quella di Matteo Salvini - Continua Ferrari - è una decisione avventuristica, che non tiene in alcun conto le tante emergenze economico-sociali del Paese. Una decisione che, come abbiamo visto ieri in Senato, non sembra neppure pienamente convinta, che presenta persino tratti di inconsapevolezza, a conferma che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare".

Nel dibattito di questi giorni le questioni vere – quelle che incidono sulla carne viva delle persone – sono rimaste sullo sfondo. Dalle centinaia di crisi aziendali aperte (Whirlpool, ex Ilva, Alitalia, ecc…), che coinvolgono decine di migliaia di lavoratori, alla situazione di totale stagnazione della nostra economia (con PIL, export, produzione industriale e investimenti in calo); da un welfare pubblico sempre più a rischio implosione (a cominciare da sanità e scuola), alla spada di Damocle delle clausole di salvaguardia IVA pronte a scattare; dalla situazione economica internazionale (che con la guerra dei dazi e la crisi produttiva tedesca rischia di fare molto male all'Italia e soprattutto al Veneto), sino alla delicatissima partita del riassetto del quadro politico-istituzionale europeo.

La ragione dell'accelerazione della crisi, per il sindacalista, è presto detta: “Non avendo ricette efficaci, anzi immaginando medicine (come la flat tax, per giunta in deficit) che aggraverebbero le condizioni del malato, si frequenta l'unico campo di gioco in cui si riesce a dimostrare una certa abilità: una campagna elettorale permanente che, al grido di "meno tasse per tutti", produrrebbe invece l'effetto opposto, ossia 23 miliardi di aumento della pressione fiscale scaricato sulle fasce più deboli, sui lavoratori e sui pensionati”.

Ma ciò che preoccupa non sono solo l'andamento dell'economia e le condizioni materiali dei cittadini: “È in gioco la stessa qualità del nostro sistema istituzionale e della nostra democrazia, almeno per come li abbiamo conosciuti fin qui e per come li hanno pensati e realizzati i padri costituenti”.

In queste ore si stanno svolgendo le consultazioni del Presidente della Repubblica, che, dice Ferrari, “le condurrà con la correttezza e la saggezza consuete, autentico punto di riferimento in questa fase di caos e incertezza. Chi non condivide questa deriva, deve scegliere il modo migliore per impedire che tutto ciò accada, preservando innanzitutto la Costituzione repubblicana che rappresenta, oggi più che mai, la più importante garanzia della democrazia, della coesione sociale e della tenuta del Paese”.

 

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