Cinque minuti di silenzio in ricordo dei marittimi. In coincidenza il Safety day a Venezia

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Per cinque lunghi minuti si sono fermati tutti i marittimi ed i portuali e nel silenzio assordante, oggi 2 dicembre 2016 alle ore 11, sono risuonate anche nel porto di Venezia le sirene delle navi in transito ed in sosta. Un’azione di protesta con una fermata sul posto di lavoro in silenzio indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti a seguito del gravissimo incidente avvenuto a bordo della nave Sansovino di Caronte&Tourist ormeggiata al Porto di Messina e del ripetersi di altri incidenti mortali avvenuti recentemente a Livorno e Salerno. Grande emozione da parte dei lavoratori in quanto otto anni fa un episodio simile si era verificato in un terminal di Venezia, incidente costato la vita a due lavoratori della Compagnia Lavoratori Portuali. Questa circostanza ha gettato un’ombra di tristezza sulla ricorrenza del Safety Day portuale, una giornata sulla sicurezza con la partecipazione dell’autorità portuale, della capitaneria di porto, dei rappresentanti degli operatori portuali e con la presenza di aziende specializzate nella fornitura di sistemi informatici legati alla gestione della sicurezza e di altre che si occupano di attrezzature-abbigliamento per la difesa personale dei lavoratori.  

Nel corso del convegno si è discusso, su sollecitazione della Filt di Venezia, sul ruolo del SOI (sistema operativo integrato) nato sull’onda emozionale del sopracitato incidente mortale avvenuto nel 2008 nel Centro Intermodale Adriatico e sottoscritto presso la Prefettura di Venezia e alla presenza del Sottosegretario al lavoro dell’epoca. Esperimento all’epoca forse il primo in Italia nato con la finalità di mettere assieme con un’unica cabina di regia gli svariati vari enti e soggetti preposti alla gestione della sicurezza (Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, Asl, Direzione Provinciale/Ispettorato del Lavoro, Inps, Inail e rappresentanti dei lavoratori).

In questi anni il SOI, nato per unificare le competenze e gli interventi dei vari enti, ha progressivamente perso di efficacia per varie ragioni:

la velata opposizione delle imprese portuali a che un soggetto, con all’interno dei lavoratori, entrasse a fare ispezioni e compiti di promozione della sicurezza sul lavoro

e soprattutto i vergognosi tagli alla pubblica amministrazione che fanno dichiarare ai rappresentanti delle ASL della Direzione/Ispettorato del lavoro, Inps e Inail che non ci sono le risorse necessarie in termini umani per coprire la presenza in questo organismo.   

Il convegno si è concluso con l’impegno dell’Autorità Portuale per discutere il rilancio del ruolo del SOI. La Filt nel frattempo è impegnata a sollecitare le Aziende a monitorare anche la casistica degli incidenti sfiorati e non avvenuti in quanto questa pratica è utile per capire quali sono i veri fattori di rischio facendo prevenzione prima che l’incidente accada. Sul tema della sicurezza e del lavoro usurante nei porti la Filt ha già organizzato un attivo dei delegati dei porti di Chioggia e di Venezia per il giorno lunedì 12 dicembre alla presenza della segreteria nazionale e un’assemblea generale dei lavoratori del porto di Venezia martedì 13 dicembre 2016.

Nel frattempo le segreterie nazionali di Filt, Fit e Uilt hanno chiesto al Ministero dei Trasporti di convocare un tavolo che riprenda l’esame che era stato avviato, riguardante l’aggiornamento dei Dlgs 271 e 272 del 1999, norme specifiche dei settori marittimi e portuali che attengono alla materia della sicurezza.

In allegato il comunicato della Filt Nazionale

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