Il sistema aeroportuale del nord est

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Pubblichiamo in allegato la relazione del Segretario Generale Filt Veneto Ilario Simonaggio presentata al convegno che si è svolto ieri 5 novembre. In allegato anche alcuni articoli apparsi oggi sulla stampa locale. Un sentito ringraziamento a tutti i convenuti, relatori, autorità, consiglieri regionali, rappresentanti enti del trasporto aereo, rappresentanti delle Istituzioni e delle organizzazioni di rappresentanza, che hanno reso possibile il nostro Convegno. A seguire i passi più salienti delle relazioni che sono state svolte tutte a braccio, a cura della redazione, con l’unica accortezza che è bene precisare, che si tratta di note della FILT CGIL, non corrette né viste dagli autori delle comunicazioni, e quindi ci scusiamo sin d’ora per eventuali, non volute, semplificazioni o inesattezze.

 

Enrico Marchi, presidente SAVE spa, ha esordito, con una seconda relazione nei fatti, con un giudizio positivo sul fare sistema territoriale e tra gli scali del nordest. Ha insistito sulla formidabile leva dello sviluppo in termini di occupazione e di reddito con la nota equazione (ogni milione di passeggeri porta con sé una crescita di 1.000 posti di lavoro diretti e altrettanti indiretti della filiera). Ha ricordato la concorrenza tra scali per portarsi via le compagnie aeree e quindi i passeggeri. La lungimiranza di puntare alla diversificazione dell’offerta (per i voli intercontinentali bisogna investire come gestori insieme alla compagnia aerea per un triennio). Ha

 ricordato che il 20% delle rotte sono cambiate continuamente e rapidamente ogni anno (a questo riguarda a segnalato le novità del Marco Polo relative a chiusure di voli come il Venezia Roma di Easy, o la nuova apertura del Venezia – Tel Aviv della compagnia israeliana); circa l’80% dei costi dei gestori sono fissi; infine su questo quadro che  circa il 70% degli aeroporti a livello mondiale lavora in perdita (citati i casi di Barcellona -20%; Malpensa – voli del 2000). Su ambiente e territorio ha chiesto decisioni rapide e certe per gli investimenti (citato il caso della VIA del Canova di Treviso). Ha respinto l’accusa della nostra relazione sul “gigantismo aeroportuale” sostenendo la tesi che dobbiamo crescere molto per essere competitivi sia su attività avio come non avio. Ha snocciolato numeri e concetti a raffica ribadendo che il mix sta al 55% attività aeroportuale. Ha illustrato la cedola da 100 milioni di euro che restituisce ai soci la quota impegnata nel 2005 per lo sbarco in Borsa (148 milioni di euro) considerato che il valore patrimoniale è cresciuto di 3 volte e permette di compiere questa operazione. Ha concentrato una parte della comunicazione sul difficile rapporto con il sindaco di Venezia che lavora contro l’aeroporto della città. La preoccupazione è scandita dall’impugnazione del contratto di 

programma Save Enac del dicembre 2012, da parte del Comune, che vale 300 milioni di euro di investimenti, e che il 

mese prossimo ci saranno le prime udienze in Tribunale. Ha detto che è disponibile ad un confronto diretto con il sindaco e che sarebbe bene che i tanti viaggi all’estero di delegazioni veneziane e venete coinvolgessero a pieno titolo il sistema aeroportuale di Save. Ha ribadito che Venezia oggi è il migliore aeroporto italiano e che ha colmato in 15 anni parte del gap con i movimenti del sistema degli aeroporti milanesi passando da 1 a 6 a 1 a 3. Versante compagnie aeree si è soffermato sulla crisi Alitalia Cai per illustrare il Venezia Tokio in programma da marzo 2014 (2 voli settimanali). Ha respinto le accuse su scarsa attenzione ad ambiente e territorio dichiarando la disponibilità a confronti e a considerare richieste precise, come ha ribadito l’importanza di accordi sindacali sul welfare aziendale.

Sulla accessibilità all’aeroporto ha spiegato l’importanza della connettività con la ferrovia e la fermata dell’alta velocità ribadendo che non è d’accordo con la FILT e con l’AD di FS Spa citando le ferrovie piemontesi del conte Benso di Cavour relativamente ai conti da ragionieri sull’incremento di strutture ferroviarie.

Sulla seconda pista ha ribadito che oggi non serve ma bisogna non pregiudicare il futuro a media scadenza, programmare a lunghissimo termine, e farsi trovare pronti agli appuntamenti anticipando le previsioni e non rincorrendo le emergenze (citati i casi del Passante di Mestre e del transito grandi 

Navi). Con lo sviluppo dei voli intercontinentali è bene avere a disposizione una condizione di “velocizzazione” leg

Sul Canova ha ribadito l’impegno di 130 milioni di investimenti a condizione di applicare il master plan con incremento dei voli. Disponibile ad esaminare ciò che è compatibile e sostenibile con la AC di 

Treviso.ata a versatilità e elasticità dell’aeroporto.

Infine la risposta sugli handler in cui la regolazione è da rifare. Avanzata la proposta che con 3 anni di bilanci in perdita la società di handler sia cacciata dall’aeroporto servito.

 

Paolo Arena, presidente Catullo Spa, ha illustrato il percorso fatto in questi anni dall’aeroporto Catullo. Ricordato che l’aeroporto di Brescia, su cui si detiene la concessione quarantennale, ha pendente 11 ricorsi a dimostrazione delle molte rivalità e nemici di un progetto di sistema aeroportuale del nord est. Ha illustrato le tante potenzialità del sistema da 100 milioni di cinesi che nei prossimi anni faranno un viaggio nella UE; da 600.000 tonnellate di merci avio che dal sistema italiano 

sono cedute agli aeroporti tedeschi. Ha infine ribadito l’importanza della connettività del sistema infrastrutturale al servizio degli aeroporti.

 

Alessandro Cardi, dirigente infrastrutture ENAC, ha respinto la nostra comunicazione su “troppi aeroporti” in Italia sostenendo che sono 40 e non 106 e che 5 sono legati a esigenze locali di continuità territoriale. Ha dichiarato che si sta operando per una proposta di piano con attenzione al sistema e alla rete. Ha ricordato che Venezia oggi effettua voli per il 75% internazionali (25% nazionali) con un possibile incremento in 10 anni da 7 a 14 milioni di passeggeri. Crescita più lenta del passato ma sempre importante (dal 7 al 3% all’anno). Con una proiezione al 2030 di 28/30 milioni di passeggeri. Queste previsioni sono possibili se, come ha fatto ENAC con il contratto di programma, Il 

Marco Polo diventa gate intercontinentale verso Medio e Estremo Oriente. Siamo quindi convinti che la seconda pista serve presto per offrire più servizi adeguati ai passeggeri. Bisogna risolvere l’intermodalità pessima che riguarda pressoché tutti gli aeroporti a partire dagli allacci ferroviari. Infine bisogna prestare attenzione nella pianificazione che territorio e mercato hanno le loro regole (merci, compagnie aeree e quindi passeggeri vanno dove ritengono conveniente farlo; giapponesi e altri vanno dove decidono e non dove pianifica un’autorità). Bisogna insomma considerare che vanno bene le regole ma la libertà di viaggiare poggia prima sulla attrazione territoriale, poi sull’operatore aereo che trasporta i passeggeri dove è più conveniente e in definitiva l’aeroporto risulta solo il terzo fattore di valore. Relativamente all’ambiente stiamo operando con progettazione ecosostenibile di nuova generazione ma in ogni caso bisogna accompagnare questa con le dovute mitigazioni ambientali per un buon rapporto con i cittadini.

 

Simone Marini, direttore Assohandler, ha riassunto il valore occupazione a Venezia del settore da 300 a 800 lavoratori. Ha ricordato  le ferite patite dai tanti fallimenti di compagnie locali (citate più volte nella relazione) che hanno colpiti i bilanci di queste società. Ha proseguito ricordando che le tariffe praticate dai gestori non sono remunerative; inoltre non abbiamole rimesse di altri che godono di buone performance economiche della attività non avio. Dal 2006 abbiamo costituito l’associazione per uscire dalla marginalità e far parte del sistema di relazioni del trasporto aereo. Siamo interessati al Contratto di Lavoro unico e assicuriamo il nostro impegno come già fatto nel 2010. Bisogna smetterla di avere gravi distorsioni del sistema della concorrenza (citati i due casi degli aeroporti maggiori Alitalia/Leonardo da Vinci con costi dei trattamenti dei lavoratori e dei servizi inferiori del 20%; SEA a Milano Malpensa con l’aiuto del gestore a fra quadrare il conto economico, infrazione e relative sanzioni della giustizia europea).

 

Luigi Zanni, dipartimento CGIL Veneto, ha richiamato il bisogno di regole più forti nei processi di liberalizzazione per liberare lavoro e utenti dalla condizione di sfruttamento esistente denunciata nella relazione. L’obbligo della pianificazione territoriale e del sistema deve fare bene i conti con le risorse e con costi/benefici delle opere. Venezia è una città delicata di cui bisogna evitare l’uso indiscriminato. Ribadito il NO alla fermata della TAV (tracciato basso) e della sublagunare.

 

Umberto Musetti, dirigente ENAV, ha illustrato attività e condizioni dell’ente di assistenza al volo. Solo Venezia in questi anni ha mantenuto il segno positivo della quantità di voli. Nel 2040 le previsioni IATA descrivono uno scenario di 165 milioni di passeggeri diretti in Nord Italia

 (da 3 a 5 miliardi a livello mondiale), per cui ci dibattiamo continuamente tra previsioni e la dura realtà che invece ci dà altri numeri e sono tutti con

 il segno diverso. Enav occupa 500 persone nel Triveneto (illustrata l’attenzione alla valorizzazione delle risorse umane territoriali) e siamo cresciuti del 10% anche in questi anni difficili. Dovremo a breve acquisire da dismissione militare gli aeroporti di Verona e Treviso e quindi è un altro tassello importante di completamento attività. Abbiamo calato le tariffe del servizio (atterraggio/decollo) del 25% da settembre 2013 e così probabilmente manterremo analogo impegno per il 2014 (valore di 20 milioni di euro a sostegno della competitività del sistema paese). Abbiamo messo sotto stretto controllo costi e investimenti per migliorare il nostro servizio. Infine il CCNL unico del trasporto aereo va bene anche a noi con la sezione allegata ma siamo per sentirci a pieno titolo parte del sistema.

 

Lucio Tiozzo, capogruppo PD in Consiglio Regionale, ha confermato interesse ed accordo a un sistema aeroportuale forte e coeso come via di successo. Ha ricordato i molti insuccessi della Regione Veneto tra cui la grave responsabilità sull’attuale antropizzazione del territorio veneto. Grave rimane la situazione della differenza tra le parole vuote e i fatti concreti come nel caso del tracciato ferroviario Venezia Trieste. Nel mentre il presidente della Regione dichiara, e noi siamo d’accordo, che la tratta alta velocità si fa sul tracciato alto in affiancamento all’attuale linea ferroviaria, le tavole cartografiche del Piano Regionale Territoriale di Coordinamento PTRC 2013 riportano ancora il tracciato lagunare. Richiamata l’esigenza della attenzione ai diritti dei lavoratori contenuta nella relazione; infine precisata l’esigenza di dialogo costruttivo con gli Enti locali.

 

Stefano D’Agata, Legambiente Treviso, ha richiamato che VIA e VAS siano assunti anche a Treviso come vincoli della pianificazione territoriale e aeroportuale. Ho proposto la programmazione della chiusura dell’aeroporto Canova, con lo spostamento dei voli a Istrana (Tv) sfruttando così pure l’allaccio della Superstrada Pedemontana Veneta.

 

Umberto Tronchin, segretario CGIL Venezia, ha ripercorso le scelte della CGIL di Venezia sulla città dal porto crocieristico all’aeroporto. Ha insistito che si parla poco di diritti e lavoro, nel mentre senza l’apporto del lavoro non c’è né presente né futuro per l’aeroporto e per l’economia nazionale.

 

Dante Faraoni, comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto Canova di Treviso, ha paragonato la situazione di Quinto di Treviso a quella del quartiere Tamburi di Taranto. Ha chiesto il rispetto della limitazione dei voli a 16.300 come indicato dal Ministero Ambiente. Concluso il contributo con l’appello che territorio, ambiente, lavoro siano trattati e rispettati.

 

Mauro Rossi, segretario nazionale FILT CGIL, che ha concluso il Convegno, ha messo in fila dati drammatici sulla crisi del trasporto aereo. Il 60% delle aziende che operano nel settore del trasporto aereo hanno bilanci da società sull’orlo del fallimento. Diventa centrale il rinnovo del CCNL perché il titolo del Convegno abbia una sponda pratica che faccia Sistema, che colga le Opportunità, che riconosca Diritti. Oggi in Fondo speciale Trasporto aereo FSTA ci stanno 10.000 lavoratori espulsi dai cicli produttivi, il rischio nei prossimi mesi è che questo numero aumenti di non meno di altri 5.000 lavoratori con una condizione, dovuta alla riforma Fornero, che taglia gli ammortizzatori sociali. A chiesto che si faccia per davvero in poche settimane il rinnovo del CCNL, che si pongano le basi di un efficace piano industriale del settore (basta gestori aeroportuali che fanno gli affittacamere), che si tratti Alitalia non come una delle tante crisi ma come una condizione da praticare per il rilancio industriale ed operativo della nostra economia. Infine e non ultimo il bisogno di

 avere una sponda di attenzioni nel Governo per scongiurare una crisi irreversibile del trasporto aereo.

 

Volutamente non facciamo, a differenza di precedenti occasioni, considerazioni finali in quanto tutti i relatori (anche quelli non previsti dalla scaletta) hanno contribuito alla riuscita del Convegno.

L’aver riportato fedelmente il pensiero e proposte espresse dai relatori, non si deve tradurre in condivisione automatica.  Ci sono proposte e considerazioni che sentiamo e facciamo nostre altre che non condividiamo. In una democrazia compiuta è bene parlare con tutti gli interlocutori con rispetto e attenzione al portato personale e collettivo.

Il nostro contributo e pensiero sta nella relazione di apertura e nelle conclusioni del segretario Mauro Rossi.

La Segreteria FILT CGIL Veneto

Mestre, 6 novembre 2013

 

    

   

  

Foto: Paolo Usai

 

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