Il TPL da problema a risorsa per il Veneto

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Prima di dare una sintesi commentata dei contributi dei relatori, viste le numerose richieste ricevute, vogliamo ringraziare tutti gli ospiti che hanno partecipato al Convegno. In sala abbiamo registrato e apprezzato la presenza di numerosi amministratori provinciali e comunali, di aziende del TPL, consiglieri regionali, di segretari regionali delle altre Organizzazioni sindacali con cui abbiamo condiviso analisi e proposta politica in questi tre anni orribili per il trasporto pubblico locale. L'assessore ai trasporti Renato Chisso è intervenuto, dopo la relazione di Alberto Irone della rete degli studenti del Veneto. Intervento particolarmente atteso in quanto le deleghe sono in capo alla Regione e la relazione ha fatto domande dirette al governo regionale. L'assessore ha difeso la politica della Giunta Regionale. Relativamente alle risorse ha lamentato che i tagli sono stati fatti dal Governo e che quindi la Regione è immune da colpe. Ha fatto presente che il bilancio della Regione, previsione 2013, non porta nulla né nelle entrate né nelle uscite a favore del TPL in quanto le risorse sono assegnate, in maniera vincolata, direttamente dal bilancio statale. Ha ripetuto che su fusioni, integrazioni, aggregazione le responsabilità sono della "foresta pietrificata" degli enti locali. Il rinvio delle gare è stato spiegato come scelta politica per dare modo prima alle aziende di provvedere al riordino. La Regione non ha alcuna regia, né compito da assolvere al riguardo, non vuole ordinare nulla a chicchessia, perché rispetta gli Enti e le aziende che sono sovrani. Leggo in positivo che finalmente Treviso, Padova, Venezia, Rovigo si stanno muovendo. Sui servizi minimi  e sui costi standard a breve depositeremo il lavoro fatto. Sul biglietto unico aspettiamo prima il riordino delle aziende. Lavoriamo nella direzione giusta perché il TPL sia all'altezza della stagione della gare, quando saranno decise dal legislatore.

 

Il presidente ASSTRA e ACTV, Marcello Panettoni, ha utilizzato l'occasione del Convegno e la presenza di una grande e qualificata plateea, per un confronto a tutto campo su varie questioni poste dalla relazione. Ha esordito con la necessità di mettere al centro l'idea di servizi per la città e l'area metropolitana regionale. Servizi minimi e standard di servizio devono rispondere a questa richiesta di qualità della città metropolitana. Sulle regole ha fatto propria la relazione citando il caso francese e l'esigenza di dare prospettive legislative certe con al centro il Decreto 422/97 e il regolamento europeo. Relativamente al fondo nazionale trasporti ha fatto rilevare la necessità di stabilire risorse stabili e certe, i canali di alimentazione del fondo (accise, fiscalizzazione), le quantità indispensabili di finanziamento, l'esigenza che le risorse sia vincolate al TPL e sottratte alle necessità di prelievo per altri fini delle Regioni. Ha fatto la panoramica nazionale delle crisi (Torino, Firenze, Campania) e l'esigenza di dare garanzie certe al lavoro. Ha inoltre offerto uno spaccato europeo sulla velocità commerciale dei mezzi pubblici europei saldandola ai km di piste e corsie riservate (Vienna 20 k/h C/ Roma 12 km/h). Lo squilibrio, quasi metà rispetto alle città europee al sistema Italia costa il doppio in personale, perdita tempo, costi gestione. Ha difeso l'attuale situazione dei Consigli di Amministrazione sostenendo la tesi che sono già stati ridotti nei numeri e ridimensionati nei costi. Ha illustrato l'esigenza di procedere a fusioni e integrazioni tra le città di Padova e Venezia. D'accordo sui costi standard, superamento del riparto spesa storica a condizione di farlo con gradualità e con dati oggettivi del servizio. Difeso il lavoro in ACTV con riduzioni costi, razionalizzazione delle spese (ultimo anno recuperi/riduzioni per 7 milioni di euro). Sui bacini in gara propone tre bacini regionali (tappa intermedia) per approdare per gradi a un unico bacino regionale.

 

L'assessore ai trasporti del Comune di Padova, Ivo Rossi, ha ribadito che il taglio dei contributi regionali è alla base del taglio del servizio (10%).

Ha lamentato l'assenza della Regione sulla riforma istituzionale e pianificazione tra cui oggi evidente sul Trasporto pubblico locale. Ha indicato nella eccessiva attenzione alle strade la risposta dell'assessore alla mobilità. Ha chiesto dove sta la Regione in termini di orizzonte politico e dell'agenda delle cose da fare. Infine ha ripercorso e illustrato il progetto 2013 di creare una società di TPL dal servizio oggi svolto da APS, ACTV, BUSITALIA. Poi consentire l'entrata della azienda Mobilità di marca MOM di Treviso in modo da realizzare per gradi una unica azienda regionale del quadrante est del Veneto, integrato con il Servizio Ferroviario Metropolitano regionale SFMR, sperando che nel frattempo sia realizzato e aperto almeno nella prima fase del cronoprogramma.

L'intervento del segretario della CGIL del Veneto, Emilio Viafora, è stato illustrato con la nota di ieri.

Angelo Macchia è stato trattenuto a Vicenza, mancando l'appuntamento, per le note vicende di cronaca di questi giorni.

Paolo Rodighiero ha utilizzato lo schema allegato per la sua comunicazione.

 

Il Presidente della Provincia di Treviso, ha esordito dichiarando pubblicamente che le proposte FILT CGIL potrebbero benissimo rappresentare il suo programma elettorale. Nel merito è intervenuto illustrando il processo di fusione in corso a Treviso. Traguardo da raggiungere entro settembre 2013, in modo da offrire la nuova azienda ai pendolari trevigiani dal 1 gennaio 2014. Ha ribadito che le fusioni possono determinare tante utili economie (figure apicali, organizzazione servizi, ecc.). Ha rivendicato cultura e idea delle fusioni con esempi concreti delle attuali duplicità e doppioni diseconomici del servizio. Ha chiesto l'impegno del sindacato per chiudere la gestione dei contratti di secondo livello delle quattro aziende. Relativamente alla fusione del servizio Patreve ha detto che bisogna definire con calma i molti dettagli dell'operazione, avendo pure chiaro che oggi Treviso guarda con attenzione alle altre province confinanti ( BL, PN). Condivide il progetto sui bacini di area vasta (3 bacini).

 

Le conclusioni del segretario nazionale Alessandro Rocchi che ha riepilogato la situazione nazionale e regionale alla luce dei contributi e del confronto.  Da un lato il settore soffre un deficit qualitativo dei gruppi dirigenti delle aziende, dall'altro pesa la scarsa convinzione degli ultimi due Governi  sul ruolo anticiclico che i trasporti possono offrire per lo sviluppo del paese (si pensi solo all'indotto delle costruzioni infrastrutture e materiali). La prima manovra ciclica del giugno 2010 ha messo le Regioni nella necessità di produrre cambiamenti e innovazione.

Alcune Regioni, Lombardia, Emilia, Toscana ci hanno provato, il Veneto No.

Sulle risorse diventa decisiva l'approvazione dell'art. 9 della legge di stabilità entro i prossimi giorni per una valutazione della quantità del triennio 2013/2015. Il vincolo di spesa, la garanzia delle risorse nel medio periodo sono tutte questioni importanti che meritano un supplemento di attenzione. Mette preoccupazioni la decisione di affidare la regolazione flussi ad un successivo DM da assumere entro il 31 gennaio 2013 ( ?).

Sulla ripartizione risorse meglio vedere bene i testi e se assunti dentro un obiettivo praticabile. Purtroppo la visione federalistica "all'italiana"

induce qualche timore sui criteri di riparto tra le Regioni.

Oggi il decreto porta la proposta del Governo del 60% pagato a inizio anno e saldo 40% a metà anno con nuovi criteri premianti. In questa valutazione entra il raggiungimento del rapporto 65% da finanziamento e 35% da traffico con la preoccupazione che si penalizzano eccessivamente i territori più periferici della rete e più esposti alla difficoltà di allineare queste percentuali.  Poco e male l'attenzione sui bacini ottimali e l'innovazione; incomprensibile perché non mettere tra i criteri premianti risorse a disposizione degli obiettivi di aggregazione e fusione delle società.

Sul lavoro serve garantire la clausola sociale, meglio se dentro il quadro normativo. In ottemperanza della L.92/2012 bisogna stabilire il fondo di sostegno al reddito ( nuovo ammortizzatore sociale). Il rinnovo del CCNL, tutto in autofinanziamento non è possibile!

Sulle gare è strategico il tempo di aggiudicazione. Serve che sia lunga la durata per favorire concreti processi di riordino, di riassetto industriale e non ultimo di investimenti da realizzare e ammortizzare nella vigenza.

Sullo sviluppo infine serve una efficace programmazione pubblica come ripetutamente chiesto dalla CGIL sia a livello nazionale sia regionale veneto.

Il convegno ha centrato l'obiettivo di promuovere cultura sul trasporto pubblico locale. Ci aspettiamo che i decisori politici scelgano produzione legislativa che favorisca i temi proposti nella relazione come centrali per migliorare efficacia, efficienza, economicità del servizio.

Ilario Simonaggio

Filt Veneto

 

In allegato:

il notiziario FILT CGIL Veneto - numero monografico che raccoglie, oltre alla relazione della segreteria FILT CGIL, il contributo scritto delle strutture FILT CGIL delle 7 province venete

la nota della Rete degli studenti del Veneto

il contributo scritto di Paolo Rodighiero AD di Dolomiti bus,

il saluto del sindacato ORSA.

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