Liberazione: ricordare il contributo dei ferrovieri

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E’ ancora attuale lo slogan “pace, pane, lavoro, dignità”, che i lavoratori gridavano durante gli scioperi del 1943/44, scioperi che diedero un profondo colpo al fascismo, animarono la resistenza e difesero le fabbriche? La risposta è un deciso sì. Questo pensiero è riportato nel volantino del DLF e delle organizzazioni sindacali dei ferrovieri di Padova che il 24 aprile 2018 hanno ricordato con una corona di alloro posta in stazione i ferrovieri allora caduti.

“La commemorazione del 25 aprile di quest’anno, - scrivono - assume un rilievo particolare perché continuano i tentativi di cancellare dalla memoria degli italiani i valori della resistenza e della Costituzione. Quei valori che hanno consentito la crescita della nostra Repubblica, attraverso principi come la divisione dei poteri, l’uguaglianza, lo stato di diritto, il valore del lavoro, il ripudio della guerra e l’etica della politica. Ricordiamo il grande contributo dato dai lavoratori alla Liberazione che ha segnato la storia del nostro paese, ed è stato il collante fondante della Repubblica Italiana e delle sue radici sociali.

Se il primo articolo della nostra Costituzione afferma che la Repubblica è fondata sul lavoro, lo si deve in gran parte a quella lotta e a quei sacrifici. E’ da quella lotta di autoliberazione che hanno preso origine i contenuti e i valori della nostra Carta Costituzionale, democratica e antifascista.”

Nel volantino, inoltre, viene giustamente detto un chiaro no! a tutte le guerre e auspicata la pace, di fronte alle recenti politiche guerrafondaie di potenze più o meno grandi.

La festa della Liberazione è diventata oggi un appuntamento fondamentale per ribadire i princìpi e i valori della Costituzione, ma è sempre l’occasione per ricordare il contributo dei coraggiosi ferrovieri allora caduti, come ha fatto la Filt di Padova il 24 aprile davanti alla corona di alloro deposta in loro onore, in stazione. Ferrovieri caduti per liberarci dalla dittatura del fascismo, perché volevano la pace, la libertà e la democrazia non solo per loro, ma per tutti gli italiani.

Ferrovieri che hanno resistito alla ristrutturazione delle Ferrovie dello Stato che aveva licenziato oltre 40.000 ferrovieri antifascisti, che aveva azzerato le organizzazioni sindacali e imposto l’obbligo ad iscriversi all’Associazione nazionale Ferrovieri Fascisti.

Ferrovieri italiani le cui storie di coraggio nel sabotare i materiali rotabili dei treni di deportati verso la Germania per far scappare i prigionieri o di confortarli con cibo e bevande, non sono ancora state scritte, mancando così il pieno riconoscimento dell’azione da loro compiuta.

Serve infatti una ricerca storica capace di puntualizzare sia la dimensione organizzata che spontanea della loro significativa attività e della loro preziosa mobilitazione.

Ed è grave che non ci sia ancora un albo dei ferrovieri italiani caduti nella Resistenza, come invece è stato fatto in altri paesi europei.

I valori della Costituzione vivono e devono continuare a vivere, così come i valori e le storie della Resistenza e di chi l’ha fatta. Una visione da consegnare soprattutto ai più giovani per evitare che, scomparsi i protagonisti di quelle pagine di storia svanisca anche il senso di quell’impresa. Questo deve essere anche il nostro impegno!

Maria Cristina Marzola – Segreteria Filt Veneto

In allegato il volantino citato

 

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