Logistica in Veneto: la battaglia Filt per i diritti dei lavoratori

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L’elenco delle molte questioni aperte nel settore del Trasporto Merci e della Logistica nel Veneto che in più occasioni abbiamo evidenziato, è lungo e per molti aspetti simile ad altri territori. In 10 anni la crisi ha profondamente cambiato gli assetti imprenditoriali nel settore, ridefinito le filiere economiche e le loro competitività.  E’ stato fondamentale il ruolo che come Filt e come CGIL abbiamo svolto in questi anni per tutelare diritti dei lavoratori e la sicurezza sul lavoro per gestire le crisi e i drammi occupazionali, puntando alla competitività/produttività delle imprese nel mercato e non sulla esclusiva riduzione del costo del lavoro che, come è a noi noto, non è mai stata utile a salvare occupazione e aziende rispetto ai fattori della crisi. 

 

Voglio evidenziare cosa stiamo proponendo oggi, in questa fase, come Filt e come CGIL del Veneto, quali sono i nostri obiettivi e come intendiamo raggiungerli. La crisi del settore:

Il manifatturiero di questi anni ha fortemente ridimensionato le attività dello storico settore del facchinaggio industriale soprattutto nei territori di Venezia e Vicenza, come pure i grandi interporti veneti hanno mantenuto la loro centralità economica e sociale riorganizzandosi, mentre, è avanzata la filiera della logistica dei servizi nei processi di terziarizzazione delle altre tipologie produttive soprattutto commerciali.  

C’è stato un forte reinsediamento delle più importanti imprese della grande distribuzione, con l’apertura di molti iper/supermercati anche dentro cittadelle commerciali determinando un grande fattore di sviluppo economico e sociale anche se ambientalmente si è realizzata una cementificazione disastrosa del territorio le cui conseguenze aggravano pesantemente il suo equilibrio idrografico.

A questo si affianca la crescita dell’e-commerce e un insediamento crescente dei corrieri espressi e di tutte le tipologie legate alla filiera.

I vari committenti per anni hanno scaricato sull’anello più debole della produzione, appunto la logistica, la competizione sui costi del servizio e il costo del lavoro è stato, e continua ad essere, la questione centrale su cui nel mondo degli appalti, con le cooperative spurie, le piccole imprese fittizie, o un sistema tariffario inadeguato a garantire i minimi diritti ai lavoratori, si fa la competizione.

Negli ultimi anni una consapevolezza dei lavoratori soprattutto migranti che, dopo molti anni di sfruttamento, attraverso il conflitto sindacale anche aspro, si possono conquistare diritti e migliori condizioni retributive, ha determinato un fenomeno di forte conflittualità e vertenze in molte realtà produttive, che non intacca il problema complessivo sul sistema irregolare e degli appalti.  

Abbiamo come Filt alzato il tiro verso le Istituzioni a cominciare dal confronto con la Regione Veneto.

Riteniamo fondamentale che la Regione Veneto assuma il ruolo di programmazione e regia per affrontare il tema della competitività del territorio nel settore merci e logistica e adegui il Piano Regionale dei Trasporti a tale scopo. Il Primo Piano Regionale dei Trasporti della Regione Veneto risale al 1990. Il secondo PRT è stato redatto e pubblicato sul BUR nel 2005, ed è in attesa di approvazione del Consiglio Regionale da 11 anni.

Questo ha comportato la mancanza della programmazione e della responsabilità pubblica e politica sul settore, sulla gestione della crisi in questi anni e sul suo futuro, soprattutto su una regione come il Veneto tra le più importanti economicamente e socialmente del Paese. Ciò riguarda complessivamente tutti i settori del trasporto del territorio. Il prevalere dell’interesse di “campanile” rispetto all’interesse di produttività del sistema ha permesso a grandi infrastrutture come gli interporti, il porto di Venezia e i tre aeroporti, di crescere nella propria filiera e nelle loro specificità, ma non si è avuta una crescita di produttività complessiva del territorio, soprattutto nelle merci e nella logistica, tanto da affrontare la crisi di questi 10 anni in modo diverso dalle altre situazioni e altri territori.

Partendo dalla modifica degli assetti imprenditoriali e sociali del territorio di questi anni, in modo particolare sul settore della logistica abbiamo aperto un confronto con la Regione Veneto che metta al centro le molte problematiche: sugli appalti; lo sfruttamento dei lavoratori e i loro diritti; il tema della legalità.

Lo abbiamo fatto unitariamente come categorie dei trasporti e come CGIL, CISL e UIL e da circa un anno ci confrontiamo su un “tavolo permanente regionale sulla logistica” con tutti gli attori del sistema istituzionale, economico e sociale.

Entro qualche settimana abbiamo l’obiettivo di definire un protocollo di intesa con Regione Veneto, CGIL, CISL e UIL, Centrali Cooperative, INPS, INAIL e DTL, che diventi una delibera di Giunta Regionale aperta all’adesione di Confindustria, Federdistribuzione ed altre associazioni imprenditoriali, sul tema della legalità nella logistica e negli appalti.

Sinteticamente i punti sono:

Definizione di un modello di “governance” regionale contro l’illegalità partendo dall’applicazione e controllo della regolarità sulla contribuzione assicurativa e previdenziale, e sulle condizioni di sicurezza del lavoro dei lavoratori;

Lo stesso tavolo permanente della Logistica per il monitoraggio degli appalti regionali sul settore, di concerto con gli Osservatori Provinciali, ed inoltre come tavolo di confronto sulle vertenze della logistica su richiesta delle parti.

Tutela dell’occupazione e contrasto al “dumping sociale” nei cambi di appalto a partire dalla sostenibilità del corrispettivo contrattuale rispetto al costo del lavoro previsto dal CCNL Logistica e Trasporto Merci;

Inserimento della clausola sociale nei cambi di appalto quale obbligo per l’appaltatore;

Misure/sistema premianti (appositi contributi e fiscalità regionale) per le imprese che sono in regola.

 

Di certo un protocollo di intesa non è una legge, ma per la Logistica in Veneto è un inizio in cui sarebbe paradossale che le parti che si richiamano e sostengono il tema della legalità e dei diritti, alla prova dei fatti non lo sottoscrivessero o non lo applicassero. Oltre questa possibile intesa è aperto un confronto sul tema più generale degli appalti, non solo della logistica, ma per tutti i settori, da parte di CGIL, CISL e UIL.

 

Nel frattempo come Filt del Veneto abbiamo rilanciato la nostra iniziativa sindacale con un documento sulla logistica, approvato dal Comitato Direttivo, che definisce le linee strategiche della nostra azione nel Veneto e nei territori organizzandoci con un coordinamento regionale composto dai responsabili e segretari che seguono il settore.

 

L’azione del coordinamento ci ha permesso di seguire le filiere commerciali delle vertenze degli appalti in tutte le provincie e di un maggiore coinvolgimento di tutti i compagni/e cui è corrisposto un forte impegno di lavoro, ma anche una accresciuta nostra capacità di rappresentare il settore e lottare per i diritti dei lavoratori. Soprattutto in questi mesi, la ripresa del conflitto sindacale ha caratterizzato la nostra azione nei cambi di appalto come nei diritti dei driver, contro sfruttamento e dumping sul costo del lavoro.

 

Intendiamo promuovere e contrattare le condizioni dei diritti dei lavoratori con accordi regionali di filiera, che evitano dumping tra le stesse imprese su più provincie in più magazzini e tutti riconducibili allo stesso committente o addirittura provare ad avere omogeneità di diritti per tutti i lavoratori veneti negli appalti, per evitare il dumping tra gli stessi committenti. Questo sia nei corrieri come nella grande distribuzione e, per far tutto ciò, è fondamentale partire dall’applicazione del CCNL Logistica e Trasporto Merci nel settore della Logistica.

 

Certamente è necessario quanto prima il rinnovo del CCNL Logistica e Trasporto Merci, che pur nella sua complessità, rappresenta il punto di riferimento centrale dei diritti dei lavoratori nel settore, deve essere aggiornato proprio rispetto ai cambiamenti di questi anni e deve centrarsi sul valore del lavoro, sui diritti che non sono merce di scambio per aggiudicarsi gli appalti. I committenti di settore e non devono rendersene conto altrimenti la nostra risposta sarà determinata quanto la nostra ragione. 

17 Ottobre 2016

Varagnolo Renzo Segretario Generale Filt Cgil Veneto

 

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