Modifiche al Codice della Strada: quali rischi per utenza e autisti?

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Pubblichiamo la lettera che le Segreterie nazionali hanno inviato alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati che presenta i rischi non solo per i conducenti, ma anche per i ciclisti derivanti dalle modifiche al che Codice della Strada. “E’ noto che sta iniziando presso le Vostre sedi la discussione in merito alle modifiche da applicare al Codice della Strada, elemento fondamentale per la regolazione della mobilità, sia in termini privati che in termini di trasporto collettivo.

A tal proposito, vorremmo portare la Vostra attenzione su alcuni temi dirimenti, che hanno una ripercussione importante nel settore, considerando le limitazioni e le problematiche in tema di sicurezza, sia in termini di safety che di security.

Tra le modifiche in discussione, infatti, ci sono alcuni aspetti che riguardano l’attuale circolazione delle biciclette: si ipotizza la possibilità per le stesse di poter procedere contromano nelle strade urbane, arrivando perfino ad immaginare di far circolare i ciclisti sulle corsie preferenziali, attualmente dedicate in maniera esclusiva agli autobus ed ai taxi.

Tali possibili modifiche, ci preoccupano per due ordini di motivi:

  • Innanzi tutto, come accennato in precedenza, per quanto concerne la sicurezza, intesa sia per l’utenza che per i ciclisti, che – non da ultimo – per gli operatori che garantiscono l’esercizio: un ciclista contromano in una strada urbana, piuttosto che un gruppo di ciclisti in una corsia preferenziale, già così poco diffuse in Italia, costituirebbero un fattore di crisi che potrebbe rendere davvero difficile difendere l’incolumità di chi garantisce e fruisce di trasporto pubblico.

Tra l’altro, l’introduzione recente del crimine di omicidio stradale, che rende responsabili gli operatori di esercizio di eventuali incidenti avvenuti nel corso del servizio, obbliga ad una riflessione sempre più attenta e analitica sulle condizioni di sicurezza, necessarie per garantire l’incolumità di chi guida e di chi usufruisce del trasporto pubblico.

  • Vi è poi un altro fattore, dirimente per la fattispecie del trasporto pubblico locale: l’utilizzo dedicato di corsie preferenziali, infatti, è strettamente collegato alla cosiddetta velocità commerciale, indicatore di sostanziale importanza nell’assegnazione e gestione dei contratti di servizio di affidamento del trasporto. Immaginare una modifica della viabilità che andasse indubbiamente a compromettere lo scorrimento nelle corsie preferenziali, oltre ad elevare la pericolosità nello svolgimento del servizio stesso, causerebbe indubbie per l’intero asset normativo e commerciale del trasporto pubblico locale, a livello nazionale.

Vi è un ultimo fattore poi, non di secondaria importanza, relativo alla proposta di innalzamento in via ordinaria a 65 anni dei limiti per ottenere il rinnovo della patente di guida, oggi possibile esclusivamente in regime di proroga con rinnovi annuali e conseguenti verifiche di idoneità, per chi si occupa di trasporto persone.

La professionalità necessaria ad un operatore del settore è sicuramente molto esigente, sia in termini di riflessi che di capacità personali: renderne più estesa la normale durata richiederebbe, ovviamente, un’attenzione ai temi di formazione, sicurezza e salvaguardia del personale, così come per l’utenza, che non può essere non considerata con profonda sensibilità”.

 

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