Pensioni: si continua a trattare

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“Non è un accordo ma un verbale di sintesi”, spiega oggi il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in una intervista di Roberto Mania su Repubblica a proposito dell’intesa sulle misure da prendere in campo previdenziale. “Quando le si chiede la sua opinione su quella che è comunque una prima intesa con il governo sulle pensioni – scrive Mania - Camusso ha appena consegnato alla presidente della Camera, Laura Boldrini, le firme (un milione e duecentomila) a sostegno della Carta dei diritti, proprio nel giorno del nostro compleanno» (110 anni). Ma qual è la differenza tra un accordo e un verbale di sintesi?

Questione di linguaggio o questione di merito? “Semplicemente che in un verbale di sintesi ci sono i diversi punti di vista – risponde la leader della Cgil - E in quello che abbiamo sottoscritto ci sono le differenze: noi, per esempio, siamo contrari all'Ape, all'anticipo pensionistico con il prestito bancario. In ogni caso il verbale è il segno di un cambiamento nei rapporti tra governo e sindacati. Cambia il quadro. “Certo che è cambiato. Prima il governo non voleva nemmeno vederci si negava addirittura la rappresentanza ora si confronta Sembra una nuova stagione, cominciata con il tavolo sul terremoto, con quello su Industria 4.0 e con le pensioni. Sono segnali con cui non si ignora più l'importanza e la funzione delle grandi associazioni di rappresentanza”. Nella intervista (“L’intesa ancora non c’è, nessuno accetterà di pagare per smettere di lavorare”, p.10) Susanna Camusso entra nel merito dei singoli temi trattati finora con il governo e in particolare spiega di nuovo il no della Cgil alla formula dell’Ape, la pensione anticipata, così come è stata riproposta dal ministro del lavoro, Giuliano Poletti (che ieri ha fatto gli auguri di buon compleanno alla Cgil) e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Nannicini. Ma che cosa si propone in alternativa? “Con Cisl e Uil – risponde Camusso - abbiamo proposto la libertà di scelta flessibilità di uscita tra i 62 e i 70 anni. Senza penalizzazioni perché nel sistema contributivo non ha senso perché prima si esce, meno si versa e meno si prende di pensione». E’ stato un errore contabilizzare i risparmi derivanti dalle pensioni. Siamo così rimasti paralizzati. Dobbiamo invece ricreare una solidarietà interna al sistema». Quella dei conti è però una questione centrale. Come quella dei giovani. Ma perché – chiede Mania - nel verbale non c'è nulla per le nuove generazioni e ci si concentra solo sugli anziani?  Non è vero – risponde il segretario generale - Quella che abbiamo chiamato la fase 2 sarà soprattutto per i giovani a cominciare dall'introduzione dalla pensione di garanzia, una soglia di assegno sotto la quale non si potrà scendere».

L’intervista di Roberto Mania a Susanna Camusso sarà rilanciata in mattinata anche sul sito della Cgil nazionale (www.cgil.it).

In allegato il verbale del confronto col Governo

 

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