Privatizzazione Enav: una occasione persa.

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Come noto l'azionista stato, attraverso le decisioni del governo, ha deciso di cedere il 49% del capitale sociale, non per una scelta industriale, ma unicamente ai fini della riduzione del debito pubblico. Partendo da questa considerazione avevamo auspicato e credevamo che la cosiddetta privatizzazione di Enav potesse essere almeno una utile occasione per introdurre forme di partecipazione del capitale lavoro nel governo della società. Nei mesi scorsi il sindacato ha avanzato proposte affinché, oltre alla collocazione del capitale sociale sul mercato ed in borsa, si sperimentassero modalità innovative attraverso le quali i lavoratori avessero voce nel futuro dell'impresa. A questo sindacato si imputa, spesso a sproposito, di non aprirsi a modelli europei e forme di corresponsabilità nel governo dell'impresa. Se si parla di Jobs-act l'Europa diventa un modello da usare per dimostrare il ritardo del sindacato italiano. Quando invece si potrebbe appunto sperimentare, l'azionista, che sia pubblico o privato, preferisce avere un sindacato privo di ruolo, lavoratori confinati nello stato subalterno di dipendenti o semplici azionisti. Si sceglie, di fatto, la preferenza verso un modello sindacale che agisca nei confini più stretti del proprio ruolo storico anche a costo di avere un effetto di maggiore conflittualità che in aziende come Enav determinano un danno rilevante per il sistema del trasporto aereo. leggi tutto in allegato

Per altre informazioni su Enav vedi su: http://www.enavcgil.com/

 

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