Referendum sul lavoro: ecco le uniche condizioni per evitarli

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«Non è con un maquillage legislativo che si può pensare di risolvere il problema dei voucher. Noi ne chiediamo l'abrogazione, chiediamo la cancellazione di una forma di precarietà». Lo dice Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil in una intervista di Roberto Mania su Repubblica in cui sostiene che per evitare il referendum i buoni lavoro dovrebbero poter essere usati «solo dalle famiglie, acquistati all'Inps e non in tabaccheria, per retribuire, infine, la prestazione occasionale e accessoria di disoccupati di lunga durata, pensionati e studenti». Questa è la posizione della Cgil alla vigilia della riunione della Commissione Lavoro della Camera che dovrebbe stilare la nuova proposta di legge condivisa dal governo. Il quale dovrà stabilire la data del voto entro il 28 marzo. Perché considera insufficiente una proposta che limiterà di molto l'uso e l'abuso dei voucher? chiede Mania. «Perché non c'è alcun abuso. Chi lo racconta dice il falso. Le aziende che utilizzano i voucher lo fanno in maniera legale. E sta proprio qui la ragione della nostra iniziativa referendaria. Se fossimo davanti ad un abuso non avremmo chiesto l'abrogazione, ma il contrasto e la penalizzazione dei comportamenti illeciti. Ci troviamo di fronte, invece, all'ennesima legge che permette la degradazione del lavoro, che sostituisce lavoro ordinario e contrattato con i voucher, l'ultimo gradino della precarietà. Pensi solo al fatto che tra le categorie per le quali sarebbero utilizzabili i voucher, secondo la proposta che sta maturando in Commissione, ci sono i disabili: è una cosa che fa venire i brividi ma che rappresenta un'ulteriore conferma di una cultura del lavoro che punta alla precarietà non all'inclusione, alla partecipazione e alla qualità. Le aziende devono competere solo abbassando i costi o svolgere anche una funzione di responsabilità sociale? Pensiamo agli appalti che riguardano tutti i settori, non solo l'edilizia. L'impresa appaltatrice non può disinteressarsi di ciò che accade lungo la filiera produttiva e lasciare il lavoratore da solo. Di questo le persone normali parlano e si preoccupano, altrimenti non avremmo raccolto più di tre milioni di firme». (…) 

Nella intervista di oggi a Repubblica la leader della Cgil non esita a rispondere anche alle domande scomode di Mania sull’uso dei voucher all’interno del mondo sindacale (li hanno infatti usati in qualche caso solo i pensionati, ma non per sostituire lavoro contrattualizzato…) e a quelle relative al “rischio” referendum (Mania chiede infatti se non era meglio accontentarsi delle modifiche…). Si parla anche di politica economica e fiscale. Bisogna tagliare l’Irpef, mentre la riduzione dei contributi non ha funzionato. Susanna Camusso risponde anche alle domande sul Pd dopo il Lingotto e sul complesso arcipelago che si sta definendo intorno al Partito democratico. “Trovo che il tema lavoro – dice Camusso – sia la novità. Da Pisapia al Mdp è in corso una riflessione su quanto proprio il lavoro sia stato determinante ad allungare la distanza tra la sinistra e gli elettori”.

Tutte le info sul referendumhttp://www.con2si.it/

 

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