TPL e viabilità: incontro in Regione Veneto per i finanziamenti al settore

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Riassumiamo i contenuti dell’incontro del 10 dicembre 2018 con l’assessore regionale Elisa De Berti. Sul primo punto che riguardava il TPL abbiamo chiesto la certezza dei finanziamenti regionali al settore per il 2019, in quanto si rincorrevano molte voci e preoccupazioni, soprattutto tra le imprese, su ipotesi di significativi tagli delle risorse, alcune delle quali ipotizzavano tagli di 12 milioni, altre di oltre 4 milioni. Rispetto a questo l’assessore ci ha confermato che il loro riferimento in bilancio delle risorse regionali per il settore è relativo al 2015 ed è di circa 256 milioni, per questo rispetto ai ricalcoli del FNT su partite precedenti e nel quadro del Decreto 50 per il Veneto il taglio è, ad oggi, di 1 milione di euro se comparato con il dato del 2015 – quindi 255 milioni.

Se invece la comparazione si fa con quanto è stato erogato nel 2018 dalla Regione, cioè 259,652 milioni (dei quali 6 milioni, certamente slegati da criteri di efficienza, ottimizzazione o investimenti del 2018 visto che sono stati erogati a Dicembre) allora il taglio è di circa 4 milioni di euro. Pertanto l’assessore conferma che per il 2019 su questi dati (eventuale taglio di 1 milione di euro) il bilancio regionale si farà carico eventualmente di compensare e quindi non ci sono tagli di risorse per il TPL.

Riportiamo il dato del finanziamento degli ultimi anni:

2015 = 256.109636,58

2016 = 256.109.636,58

2017 = 254.351.263,94

2018 = 259.652.201,71

Relativamente alle gare, visti i ricorsi in campo su Padova e Verona, e in previsione che i termini del 2019 previsti dalla legge Madia per l’affidamento in House o per gli affidamenti diretti, sono prossimi, abbiamo rilanciato richiesta di condividere la nostra proposta sulle linee guida che abbiamo proposto più di un anno fa, in previsione di bandi di gara a 9 anni dove diventa ulteriormente urgente soprattutto la clausola sulla protezione sociale per i lavoratori, oltre che il resto delle nostre proposte.

L’assessore conferma la sua volontà di condividere l’intesa e di sottoscriverla quanto prima dando incarico all’Ing. Menegazzodi aggiornare il protocollo e trovare sintesi condivisa, da gennaio.

Sul secondo punto – Veneto Strade, si conferma il progetto che abbiamo condiviso e per il quale abbiamo lottato per mantenere in Veneto un’unica società di manutenzione e gestione delle strade regionali e provinciali. Ciò viene garantito dall’entrata di Anas, che però non è ancora stata formalizzata in quanto è noto il cambio dei vertici nazionali ed è tutto è bloccato.

Nel frattempo la Conferenza Stato Regioni ha approvato la proposta sulla riclassificazione delle strade, ma si attende la firma del DPCM che secondo l’assessore sarà dopo le feste e a suo dire un atto dovuto.

Nel frattempo nel bilancio regionale per Veneto Strade ci sono 16 milioni, e ne mancano quasi altrettanti per garantire la copertura per il 2019.

Abbiamo chiesto alla Regione di farsi carico della compensazione in caso di problemi con Anas, ma ovviamente si confida che il passaggio con l’entrata di Anas sia accompagnato dalle risorse necessarie (la differenza) a Veneto Strade per il 2019. Anche qui abbiamo chiesto di stipulare accordi con la regione, nell’ambito delle convenzioni che saranno rinnovate, rispetto la tutela occupazionale e la clausola sociale per i lavoratori.

Sul terzo punto Soc. Infrastrutture Venete – Soc. Sistemi Territoriali – siamo in presenza della Legge Regionale 40/2018 appena approvata a larghissima maggioranza dal Consiglio Regionale. E’ prevista la costituzione della Società Infrastrutture Venete che rileva il contratto di servizio ferroviario di Sistemi Territoriali ed in quanto tale permette un risparmio su Iva di oltre 10 milioni che restano nel bilancio regionale (a detta dell’assessore di competenza per i Trasporti).

Nella legge 40, (ex PDL 399 su cui come Filt Veneto abbiamo fatto una apposita nota con osservazioni e richieste inviata al Presidente della 1° Commissione in fase di audizione) viene prevista la copertura finanziaria per i servizi previsti dai contratti di servizio sia ferroviario che della navigazione interna, inoltre la garanzia del proseguimento dell’attività e della gestione finché Infrastrutture Venete non entra a regime e acquisisce i contratti di servizio, e su questo siamo in proroga secondo la legge Madia di tre anni prima del possibile cambio di gestore ferroviario, dove non hanno ancora valutato e deciso se tramite gara od altra forma.

Anche su questo abbiamo chiesto, ma lo prevede anche la legge, l’apertura di un confronto sulla clausola sociale per i lavoratori. L’obiettivo è di entrare nel contratto di programma Trenitalia – 2032 ma anche che la Regione preveda le risorse per gli investimenti necessari alla riqualificazione infrastrutturale e dei servizi di cui molto c’è bisogno su quelle linee.

 

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