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Carraro di Monselice: lo sciopero continua

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Dopo 3 giorni di sciopero al magazzino Carraro di Monselice (Padova), nessun segnale è giunto dal committente. La Filt Cgil “da mesi chiede risposte rispetto alla condizione lavorativa degli operatori, alcuni dei quali prestano servizio per appalti collegati a Carraro da più di 10 anni. Il piano industriale dell'azienda, che secondo alcune indiscrezioni prevederebbe la chiusura del sito, non viene svelato da Carraro, e questo atteggiamento non può che far aumentare le preoccupazioni e alimentare i dubbi”. Per Monselice sarebbe l'ennesima chiusura e altre 35 persone “che si troverebbero di punto in bianco senza mezzi di sussistenza e alla ricerca di una nuova occupazione.

Per Ceva si tratterebbe dell'ennesimo cliente perso e dello svuotamento di una porzione del capannone di 30 mila metri quadrati. Il personale diretto della Carraro, impiegati e operai, hanno espresso solidarietà e portato un segnale di simpatia e vicinanza ai lavoratori che da giorni si astengono dal lavoro”.

Manchester: sì ai nostri valori

“La Cgil esprime solidarietà ai familiari delle vittime e a quanti sono stati coinvolti dal vile e sanguinoso attentato che a Manchester ha stroncato la vita di giovani innocenti, ed è vicina ai lavoratori del Regno Unito e alle nostre compagne e ai nostri compagni del sindacato britannico.
Non permetteremo mai al terrorismo e alla violenza di avere la meglio sui valori di pace, giustizia, democrazia, valori ai quali ci ispiriamo e che continueranno ad essere la nostra bussola nell’impegno per un mondo più equo, libero da guerre e conflitti”.

Manovra Governo: il lavoro è il grande assente!

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“Una manovra nella quale, ancora una volta, il grande assente è il Lavoro. Una manovra che non mostra alcuna ambizione di rilancio del Paese, anzi, lo lascerà in una fase di stagnazione”. È questo in estrema sintesi il giudizio della Cgil sul Decreto n.50, illustrato quest’oggi dalla segretaria confederale Gianna Fracassi in audizione dinanzi alle Commissioni congiunte Bilancio del Senato e della Camera. Tra le valutazioni generali, la Cgil evidenzia come l’incremento dell’indebitamento netto strutturale di 3,4 miliardi di euro rappresenti “l’ennesimo intervento di correzione dei conti che lascerà l’Italia in stagnazione, combinando austerità e liberismo, senza sospingere la crescita del Pil”. Inoltre, “nel Decreto è presente una serie di aggiustamenti tecnici di natura amministrativa, procedurale e normativa, nonché di incentivi fiscali, che appaiono a vantaggio prevalentemente delle imprese. Ancora una volta – denuncia la Cgil – manca il lavoro, soprattutto quello giovanile”.

Preaccordo Alitalia: ora i lavoratori decideranno col referendum

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“Questo non è un accordo, ma è il raggiungimento di un punto ritenuto quello conclusivo e che ora consegniamo ai lavoratori attraverso il referendum”. Così il segretario nazionale della Filt Cgil Nino Cortorillo sull’esito nella notte della trattativa Alitalia spiegando che “rispetto al 2008 ed al 2014 in questa crisi non abbiamo fatto un accordo, ma abbiamo raggiunto il punto massimo a cui si poteva arrivare dopo una trattativa lunghissima e difficilissima che ha visto presenti tre segretari confederali, tre ministri ed indirettamente il presidente del Consiglio”. “In un’azienda – spiega il dirigente nazionale della Filt – che nel giro di dieci giorni non avrebbe avuto un generico problema di cassa ma il rischio degli aerei a terra, l’alternativa era di fatto il commissariamento e lo spezzatino oppure arrivare al punto a cui è stato possibile, togliendo di mezzo i licenziamenti, come nelle altre occasioni, e chiedendo purtroppo un sacrificio improprio ai lavoratori perché non è il tema del costo del lavoro la causa dei problemi di Alitalia”.

SAVE nuova proprietà: finanza, strategia aeroportuale e lavoro

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Come CGIL e FILT del Veneto vorremmo evidenziare alcune preoccupazioni sugli accordi, apparsi sulla stampa in questi giorni, che vedono coinvolto il Presidente Marchi nel riassetto azionario della Società Finit, e conseguentemente sulla governace di Save. In sintesi la costituzione della Società BidGo, composta da tre soci - Marchi, fondi tedeschi (Deutsche Bank) e francesi (Infravia) - che gestirà l’Offerta Pubblica di Acquisto (Opa) con valore dell’azione previsto a 21 euro (cosa che i mercati stanno già apprezzando), dovrà chiudersi entro l’estate, con un ruolo centrale delle azioni detenute indirettamente dalla Morgan Stanley.

Cgil: sui voucher polemiche strumentali

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“Basta con la falsa propaganda: l'abolizione dei voucher non determinerà l'aumento del lavoro nero, che, purtroppo, non è mai scomparso, neanche con l’introduzione dei ‘buoni lavoro’”. È quanto ha denunciato ieri la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti. “Da quando il Consiglio dei ministri ha varato il decreto che prevede la cancellazione dei voucher - continua Scacchetti - proliferano analisi e commenti allarmistici che raccontano di un Paese nel caos e di imprese che, senza questo strumento, non potranno più assumere. Vorremmo che il dibattito rientrasse nei giusti binari”. “Negli ultimi dati Istat sul lavoro nero si stima che questo assorbiva circa il 16% delle posizioni lavorative e delle unità di lavoro nel nostro Paese (tre milioni di persone), mentre i voucher, che peraltro sono molto più utilizzati nelle regioni in cui l'incidenza del lavoro nero è minore, con lo stesso calcolo avrebbero coperto circa lo 0,3%.

Cifre citate da Boeri, nella sua audizione in Commissione lavoro, da cui si deduce che è fortemente probabile che i voucher abbiano loro stessi coperto condizioni di lavoro nero, laddove sono stati utilizzati per un numero di ore inferiore a quelle effettivamente prestate”.

Voucher e appalti: la Camera approva la legge

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L'aula della Camera ha approvato il decreto legge recante disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti, con 232 sì, 52 no e 68 astenuti. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. La notizia è accolta da un lungo applauso nel presidio Cgil a Montecitorio, dal quale arriva il messaggio che il sindacato continuerà a vigilare anche nel passaggio conclusivo a Palazzo Madama. "Abbiamo vinto il primo round, ma non smobilitiamo", fa sapere il leader della confederazione Susanna Camusso. giungendo al sit-in: "Abolire i voucher – aggiunge – è un fatto di democrazia. La politica si preoccupi di contrastare il lavoro nero".

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