Diritto di sciopero

Trasporto Aereo: diritto di sciopero Controllori del Traffico Aereo

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Quasi 70 rappresentanti sindacali di tutta Europa affiliati al Coordinamento sindacale dei controllori del traffico aereo (ATCEUC) e alla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) si sono riuniti oggi a Bruxelles per discutere ulteriori passi nella loro campagna “Our Rights – Your Safety”, la difesa del diritto di sciopero del personale di gestione del traffico aereo europeo (ATM).

La Commissione europea ha pubblicato nel 2017 la comunicazione "Aviation: Open and Connected Europe (COM 2017) 286 final", raccomandando che gli Stati membri introducano politiche che limitano il diritto di sciopero del personale ATM.

La comunicazione viola in modo significativo la sovranità nazionale degli Stati membri, contraddice i trattati dell'UE e viola i diritti fondamentali dei lavoratori del settore in Europa.

Ryanair: inaccettabile attaccare i diritti dei dipendenti

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“La condotta della compagnia aerea Ryanair è palesemente antisindacale”. Lo affermano in una nota congiunta il segretario confederale Cgil, Vincenzo Colla, ed il segretario generale della Filt-Cgil, Alessandro Rocchi che informano di aver presentato il 14 dicembre 2017 “una precisa istanza alla Commissione di garanzia per il diritto di sciopero con la richiesta di avvio della procedura di valutazione della compagnia aerea”. Colla e Rocchi fanno rilevare che “la legge che disciplina l’esercizio del diritto di sciopero – la 146 del 90 – contiene degli obblighi che le imprese devono rispettare: obblighi che prevedono di concordare, mediante contratti collettivi le prestazioni indispensabili, gli obblighi di informazione all’utenza, l’obbligo delle procedure di raffreddamento”.
Da ciò la richiesta alla Commissione di avviare “apposito procedimento di valutazione per irrogazioni della sanzioni previste dalla legge 146/90 nei confronti di Ryanair, e di produrre conseguente delibera che indichi alla compagnia a desistere dal comportamento non conforme alle leggi italiane”.
La Cgil e la Filt chiedono inoltre alla stessa Commissione di essere convocati in audizione.

Diritto di sciopero: inammissibili e respinti gli emendamenti restrittivi

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“Il rispetto della Costituzione ha prevalso, l’emendamento Sacconi è stato dichiarato inammissibile”. Così Vincenzo Colla, segretario confederale della Cgil commenta il respingimento degli emendamenti restrittivo all’esercizio del diritto di sciopero da parte della Commissione Bilancio del Senato. “Il Senatore Sacconi continua la sua battaglia contro il diritto di sciopero sancito nella nostra Costituzione tentando persino di approfittare dell’iter veloce della legge di Bilancio per imporre la preventiva comunicazione individuale allo sciopero (7 giorni prima)”. “La Cgil – informa ancora Colla – ha prontamente denunciato il tentativo del Presidente della commissione lavoro del Senato, di legiferare sullo sciopero in una sede, la legge di bilancio, che la Costituzione vuole dedicata esclusivamente alle entrate e alle spese. Fallito questo tentativo – commenta Colla con soddisfazione – le regole sull’esercizio del diritto di sciopero contenute nella legge 146 del 1990 non subiranno modifiche. La 146 è buona legge che sta funzionando a dovere. Un giudizio su cui conviene anche il Presidente della Commissione di Garanzia, Santoro Passarelli”.

Sciopero: Non necessarie modifiche a legge 146/90

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“L’attuale disciplina sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali prevede già strumenti e misure per modificare le procedure con accordi attuativi tra le parti sociali. Non c’è alcun bisogno di iniziative legislative, per di più in contrasto con la nostra Costituzione”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Vincenzo Colla in merito all’emendamento al disegno di legge di Bilancio presentato dal senatore Sacconi, che prevede l’obbligo per i singoli lavoratori di dichiarare l’adesione allo sciopero prima che lo stesso sia effettuato.
“Il senatore Sacconi non dimentichi che la legge di Bilancio non può contenere materie inerenti al diritto di sciopero”, sottolinea Colla. Per il dirigente sindacale “sarebbe una grave forzatura alle norme costituzionali e ai contenuti dell’art. 40 della Carta”.
“Per questi motivi – conclude Colla – facciamo appello alla saggezza del Presidente del Senato, che ha i poteri di dichiarare inammissibile l’emendamento in applicazione dell’art. 81 della Costituzione”.

Busitalia Veneto: accordo per la cessione del ramo d’azienda

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Si è concluso il 13 aprile 2015, con un accordo, l'esame congiunto avviato l'8 aprile scorso, relativo alla cessione del ramo d'azienda "mobilità" di APS Holding SpA a BUSITALIA Veneto SpA, salvaguardando l’occupazione di 500 lavoratori. Busitalia prevede un periodo per l’armonizzazione tra i lavoratori del servizio urbano e di quello extraurbano che potrebbe creare dei problemi per la diversa organizzazione e le consuetudini del lavoro. Un periodo troppo breve per questo passaggio porterebbe al rischio di peggioramenti rispetto all’attuale situazione lavorativa. Per questo la Filt, che presidierà in modo molto attivo questa fase, ha chiesto che quest’operazione avvenga in un periodo più congruo per consentire il più ampio coinvolgimento di tutti i lavoratori interessati. In allegato gli accordi.

Risposta alla Comm.ne di Caranzia sul diritto di sciopero

Riportiamo la risposta di Fabrizio Solari alla Commissione di garanzia sul diritto di sciopero dopo le dichiarazioni del presidente Roberto Alesse che giudica parzialmente illegittimo lo sciopero generale del 5 dicembre. Le considerazioni suesposte valgono pure per lo sciopero del 12 dicembre 2014. Il garante faccia bene il suo mestiere.

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