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Ryanair: inaccettabile attaccare i diritti dei dipendenti

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“La condotta della compagnia aerea Ryanair è palesemente antisindacale”. Lo affermano in una nota congiunta il segretario confederale Cgil, Vincenzo Colla, ed il segretario generale della Filt-Cgil, Alessandro Rocchi che informano di aver presentato il 14 dicembre 2017 “una precisa istanza alla Commissione di garanzia per il diritto di sciopero con la richiesta di avvio della procedura di valutazione della compagnia aerea”. Colla e Rocchi fanno rilevare che “la legge che disciplina l’esercizio del diritto di sciopero – la 146 del 90 – contiene degli obblighi che le imprese devono rispettare: obblighi che prevedono di concordare, mediante contratti collettivi le prestazioni indispensabili, gli obblighi di informazione all’utenza, l’obbligo delle procedure di raffreddamento”.
Da ciò la richiesta alla Commissione di avviare “apposito procedimento di valutazione per irrogazioni della sanzioni previste dalla legge 146/90 nei confronti di Ryanair, e di produrre conseguente delibera che indichi alla compagnia a desistere dal comportamento non conforme alle leggi italiane”.
La Cgil e la Filt chiedono inoltre alla stessa Commissione di essere convocati in audizione.

Ryanair: garantire il rispetto delle legislazioni naz.li ed EU

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A seguito della richiesta inviata dai Segretari Generali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti ad ETF ed ITF, il 25 ottobre si è svolto a Roma il primo incontro su Ryanair e, più in generale, sulle compagnie low-cost, finalizzato a dare avvio ad un coordinamento delle azioni da intraprendere a livello nazionale, europeo ed internazionale nei prossimi mesi. Le Federazioni italiane hanno illustrato l’esperienza in Italia, anche alla luce degli accadimenti delle ultime settimane, a seguito della cancellazione di centinaia di voli da parte della compagnia e le iniziative messe in atto. È stato ribadito come la situazione di Ryanair non sia più tollerabile in termini di: mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, derivante dalla completa disapplicazione della normativa nazionale ed europea da parte della compagnia aerea; inesistenza delle tutele sociali; mancato riconoscimento del diritto dei lavoratori di aderire liberamente alle organizzazioni sindacali; mancanza di un contratto collettivo di riferimento. È stato evidenziato come, anche a seguito del recente pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, sia questo il momento giusto per agire in maniera efficace e coordinata a livello nazionale ed europeo.

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