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Ryanair: nuovo stop alla trattativa

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Fumata nera nella trattativa tra sindacati irlandesi e compagnia aerea. L’intesa è essenziale per risolvere le dispute in tutta Europa. C'è il rischio di nuovi scioperi in Germania, Belgio, Svezia e Olanda a settembre, dopo lo stop del 10 agosto scorso. Il dialogo tra i sindacati irlandesi dei piloti e i vertici Ryanair ha subito una nuova, inattesa battuta di arresto il 19 agosto scorso. Secondo quanto ha riportato l'agenzia Bloomberg, tra l’altro, il negoziato, che sembrava a un passo dalla soluzione, non riprenderà prima della prossima settimana, anche se ancora non è stato fissata alcuna data.

Di conseguenza anche i sindacati di Germania, Belgio, Svezia e Olanda sono sul piede di guerra per le condizioni di lavoro imposte dal vettore e hanno già proclamato e messo in atto una serie di scioperi che ne ha fortemente penalizzato l'attività estiva. L'ultimo sciopero, indetto il 10 agosto, ha lasciato a terra 400 aerei.

Ryanair: sciopero piloti in Europa

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Si fermano ancora i piloti Ryanair. Non in Italia, dove la normativa impedisce di scioperare fino al primo settembre, ma in altri 5 importanti paesi dell'Ue: Irlanda, Svezia, Belgio, Olanda e Germania. Le richieste però sono le stesse dello sciopero effettuato anche nel nostro paese a fine luglio e cioè migliori condizioni contrattuali e retribuzioni più elevate. Le dimensioni di questa nuova protesta saranno molto consistenti, con la cancellazione di quasi 400 voli (250 da e per la Germania e 146 negli altri paesi) su 2.400 voli in Europa, con circa 55mila passeggeri coinvolti. "Avremmo aderito volentieri allo sciopero europeo di domani - spiega Fabrizio Cuscito, coordinatore nazionale del trasporto aereo della Filt Cgil - ma è stato comunque un successo enorme". La richiesta dei sindacati - sottolinea Cuscito - è di avere "per tutti i piloti Ryanair, che in parte sono assunti da agenzie interinali, il medesimo contratto collettivo; inoltre, diritti in materia di welfare e la libertà di potersi iscrivere al sindacato".

Ryanair: inaccettabile attaccare i diritti dei dipendenti

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“La condotta della compagnia aerea Ryanair è palesemente antisindacale”. Lo affermano in una nota congiunta il segretario confederale Cgil, Vincenzo Colla, ed il segretario generale della Filt-Cgil, Alessandro Rocchi che informano di aver presentato il 14 dicembre 2017 “una precisa istanza alla Commissione di garanzia per il diritto di sciopero con la richiesta di avvio della procedura di valutazione della compagnia aerea”. Colla e Rocchi fanno rilevare che “la legge che disciplina l’esercizio del diritto di sciopero – la 146 del 90 – contiene degli obblighi che le imprese devono rispettare: obblighi che prevedono di concordare, mediante contratti collettivi le prestazioni indispensabili, gli obblighi di informazione all’utenza, l’obbligo delle procedure di raffreddamento”.
Da ciò la richiesta alla Commissione di avviare “apposito procedimento di valutazione per irrogazioni della sanzioni previste dalla legge 146/90 nei confronti di Ryanair, e di produrre conseguente delibera che indichi alla compagnia a desistere dal comportamento non conforme alle leggi italiane”.
La Cgil e la Filt chiedono inoltre alla stessa Commissione di essere convocati in audizione.

Ryanair: garantire il rispetto delle legislazioni naz.li ed EU

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A seguito della richiesta inviata dai Segretari Generali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti ad ETF ed ITF, il 25 ottobre si è svolto a Roma il primo incontro su Ryanair e, più in generale, sulle compagnie low-cost, finalizzato a dare avvio ad un coordinamento delle azioni da intraprendere a livello nazionale, europeo ed internazionale nei prossimi mesi. Le Federazioni italiane hanno illustrato l’esperienza in Italia, anche alla luce degli accadimenti delle ultime settimane, a seguito della cancellazione di centinaia di voli da parte della compagnia e le iniziative messe in atto. È stato ribadito come la situazione di Ryanair non sia più tollerabile in termini di: mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, derivante dalla completa disapplicazione della normativa nazionale ed europea da parte della compagnia aerea; inesistenza delle tutele sociali; mancato riconoscimento del diritto dei lavoratori di aderire liberamente alle organizzazioni sindacali; mancanza di un contratto collettivo di riferimento. È stato evidenziato come, anche a seguito del recente pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, sia questo il momento giusto per agire in maniera efficace e coordinata a livello nazionale ed europeo.

Porti: giornata internazionale. Per che cosa protestiamo?

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I lavoratori portuali di tutto il Mondo saranno idealmente insieme il 7 luglio 2016 per affermare - con una giornata di protesta e di riflessione globale - i propri diritti e la tutela della sicurezza nel proprio luogo di lavoro. I portuali danno un importante contributo all’economia globale. Lavoriamo in un luogo pieno di rischi per la sicurezza ma, la nostra minaccia maggiore viene dai nostri datori di lavoro e dai nostri governi che regolarmente lanciano attacchi alle nostre paghe, alla sicurezza sul lavoro e a termini e condizioni lavorative.

 

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