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Manovra 2019: lavorare fino al parto, il no della Cgil

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“La maternità non si sostiene facendo scomparire l’obbligo di astensione dal lavoro prima della nascita, così non si garantisce la libertà alle lavoratrici, né tantomeno si tutela la salute della gestante e quella del nascituro. Per queste ragioni l'emendamento alla manovra della Lega dedicato alle politiche della famiglia, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, va immediatamente modificato”. È quanto ha dichiarato ieri in una nota, Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil nazionale.

“Quanto proposto - incalza la dirigente sindacale - mina la libertà delle donne, soprattutto di quelle più precarie e meno tutelate, che in Italia, purtroppo, sono sempre più numerose e rischierebbero così di trovarsi di fronte a veri e propri ricatti del datore di lavoro”.

Manovra Governo: il lavoro è il grande assente!

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“Una manovra nella quale, ancora una volta, il grande assente è il Lavoro. Una manovra che non mostra alcuna ambizione di rilancio del Paese, anzi, lo lascerà in una fase di stagnazione”. È questo in estrema sintesi il giudizio della Cgil sul Decreto n.50, illustrato quest’oggi dalla segretaria confederale Gianna Fracassi in audizione dinanzi alle Commissioni congiunte Bilancio del Senato e della Camera. Tra le valutazioni generali, la Cgil evidenzia come l’incremento dell’indebitamento netto strutturale di 3,4 miliardi di euro rappresenti “l’ennesimo intervento di correzione dei conti che lascerà l’Italia in stagnazione, combinando austerità e liberismo, senza sospingere la crescita del Pil”. Inoltre, “nel Decreto è presente una serie di aggiustamenti tecnici di natura amministrativa, procedurale e normativa, nonché di incentivi fiscali, che appaiono a vantaggio prevalentemente delle imprese. Ancora una volta – denuncia la Cgil – manca il lavoro, soprattutto quello giovanile”.

RSU FS comunicato unitario

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Riportiamo in allegato il comunicato unitario che riprende il percorso che ha portato all’accordo sul rinnovo delle RSU/RLS nel Gruppo FS, anche alla luce delle novità introdotte dall’Accordo Interconfederale del 10 gennaio 2014 tra Confindustria e CGIL, CISL e UIL, al quale hanno successivamente aderito UGL, CONFSAL e ORSA. Il gruppo FS ha presentato la sua proposta complessiva, comprendente oltre i regolamenti, il numero complessivo dei collegi e delle conseguenti RSU/RLS. Il confronto ha prodotto un sensibile aumento del numero dei collegi rispetto alla proposta iniziale. Le continue riorganizzazioni aziendali, condivise o unilaterali, hanno prodotto negli anni modifiche sostanziali all’organizzazione del lavoro, in alcuni segmenti in modo particolare (Equipaggi, Manovra, Uffici, ecc.), proprio in virtù dell’accorpamento delle responsabilità di gestione degli impianti che, individuando il riferimento aziendale in termini di gestione e utilizzazione delle risorse ha determinato il conseguente accorpamento dei diversi mestieri nei collegi.

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