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Salario minimo: le valutazioni dei sindacati

Nell’audizione memoria unitaria sul salario minimo che si è tenuta ieri presso la Commissione Lavoro della Camera, Cgil, Cisl e Uil hanno illustrato e depositato una memoria unitaria sulle proposte in discussione. Per la Cgil era presente la segretaria confederale Tania Scacchetti. Sul sito della Cgil è a disposizione il testo completo della memoria unitaria:

Manovra 2019: lavorare fino al parto, il no della Cgil

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“La maternità non si sostiene facendo scomparire l’obbligo di astensione dal lavoro prima della nascita, così non si garantisce la libertà alle lavoratrici, né tantomeno si tutela la salute della gestante e quella del nascituro. Per queste ragioni l'emendamento alla manovra della Lega dedicato alle politiche della famiglia, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, va immediatamente modificato”. È quanto ha dichiarato ieri in una nota, Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil nazionale.

“Quanto proposto - incalza la dirigente sindacale - mina la libertà delle donne, soprattutto di quelle più precarie e meno tutelate, che in Italia, purtroppo, sono sempre più numerose e rischierebbero così di trovarsi di fronte a veri e propri ricatti del datore di lavoro”.

Riconosciuto l’avanzamento di carriera anche durante l’assenza per maternità

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Federica Vedova Segretaria Filt Cgil del Veneto così commenta: “L’importanza della sentenza è che viene riconosciuto il diritto all’avanzamento di carriera anche durante l’assenza per maternità. Il settore è quello degli handlers, ma il rischio discriminazione lo possiamo trovare anche in altri settori tanto che la Filt del Veneto sull’onda del successo riportato ha deciso di promuovere altre cause per rivendicare il principio di non discriminazione di genere a livello diffuso. Siamo convinti che sia la modalità più adeguata per celebrare l’8 marzo, rendendo praticabile un diritto sancito dalla legge italiana e spesso violato dalle aziende”.

Con la sentenza n. 841/17 pubblicata il 20 febbraio 2018, la Corte di Appello di Venezia ha confermato la sentenza di primo grado del Giudice del Lavoro di Venezia n. 336/2016.

Maternità al lavoro: l'eccezione che dovrebbe diventare regola

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Pubblichiamo di seguito l’intervista alla segretaria della Filt Veneto Federica Vedova a commento del caso della lavoratrice assunta al 9° mese di gravidanza. "E' assolutamente la prima volta che mi capita di vedere un caso del genere; non era mai successo finora che si verificasse l'assunzione di una donna al nono mese di gravidanza. Un grande plauso quindi da parte mia, perché è davvero un cambio di passo". Così all'Adnkronos Federica Vedova, del Coordinamento Donne della Cgil del Veneto, commenta la decisione di un'azienda di Mestre (la The creative way, specializzata in web design e web development) di assumere Martina Camuffo, 36 anni, nonostante fosse al nono mese di gravidanza e dunque da subito in maternità. Il titolare dell'impresa ha accettato che la lavoratrice cominci la sua attività al termine del congedo obbligatorio di cinque mesi.

Maternità nelle aziende di trasporto? Una vera impresa!

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Sul tema caldo di questi giorni, riguardante l’iniziativa del “fertility day” promosso dalla Ministra Lorenzin, pubblichiamo di seguito il comunicato della Cgil Veneto e di Vicenza. Alleghiamo inoltre una lettera aperta alla ministra di un gruppo di psicologhe e psicologi con cui, come Filt Veneto, siamo pienamente d’accordo. Riprendiamo dalla lettera la seguente citazione che mette al centro alcune questioni lavorative e di conciliazione: “Troviamo poco comprensibile attribuire una responsabilità rispetto alla maternità tardiva alle donne e troviamo umiliante che la campagna sottolinei il ticchettio dell'orologio biologico, in una nazione in cui non esiste più stabilità lavorativa, non ci sono supporti validi alla maternità e alla genitorialità in generale, dove la gestione e l'accudimento dei figli vede per lo più attive iniziative private, peraltro costosissime, o nonni faticosamente disponibili, una nazione, inoltre, in cui i prerequisiti alla genitorialità sono assenti o assai precari: in primis difficoltà di reperimento del lavoro, difficolta di accesso alle case popolari ed anche difficoltà enormi di accedere a mutui, difficoltà ancora più accentuate dalla precarizzazione istituzionalizzata del lavoro”.

Il lavoro delle donne nel settore trasporti a Venezia

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Avere un quadro dettagliato, azienda per azienda dell’occupazione di uomini e donne nel settore trasporti nel veneziano non è semplice, ma l’esperienza di tutela delle delegate e dei delegati della Filt di Venezia ci consente comunque di avere una visione di massima sui differenti comparti del settore e di affermare che le donne rappresentano una minoranza che si aggira tra il 10 e il 20%. Da aprile potremo avere maggiori informazioni derivanti dal Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile che le aziende, pubbliche e private, che occupano oltre 100 dipendenti sono tenute ad inviare alle Rappresentanze sindacali aziendali e alle Consigliere regionali di parità in base all’art. 46 del D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198 (Ex L.

8 marzo: Rompiamo le pareti di cristallo!

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E lo facciamo insieme alla Confederazione europea dei sindacati (CES) che in occasione della Giornata internazionale della donna lancia un allarme e invita a rompere le pareti di cristallo che segregano i sessi nelle diverse occupazioni nel mondo del lavoro, impedendo l’effettiva uguaglianza di genere nel mercato del lavoro. Nessun paese in Europa è immune dalla disparità fra uomini e donne ed è preoccupante che negli ultimi anni sia aumentata ovunque.  Ma in Italia è aumentata ancora di più, le discriminazioni e le disuguaglianze sono in continua crescita e molto più accentuate che in altri Paesi. Le donne continuano ad essere frenate non solo dai soffitti di cristallo che ne bloccano il percorso di carriera, ma anche da pareti di cristallo, che segregano il genere femminile in particolari posti di lavoro e lo escludono da altri.

Maggiore Rent: accordo mobilità

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Pubblichiamo il verbale ministeriale e l'accordo sindacale in cui da 140 esuberi la procedura si è conclusa con esodo volontario e ricollocazioni che interessa anche lavoratrici di Maggiore Rent in Veneto. La società collocherà in mobilità alcuni dipendenti, sulla base del criterio della non opposizione al licenziamento. Per le lavoratrici attualmente in maternità è prevista la tutela per la conservazione del posto di lavoro fino al termine dell’astensione del lavoro prevista. La società corrisponderà ai lavoratori una somma a titolo di incentivo all’esodo con le modalità concordate nell’accordo. E’ prevista una tutela aggiuntiva per i lavoratori con età anagrafica superiore ai 40 anni che saranno in mobilità nel periodo dal 1 gennaio al 30 giugno 2016.

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