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Ryanair: nuovo stop alla trattativa

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Fumata nera nella trattativa tra sindacati irlandesi e compagnia aerea. L’intesa è essenziale per risolvere le dispute in tutta Europa. C'è il rischio di nuovi scioperi in Germania, Belgio, Svezia e Olanda a settembre, dopo lo stop del 10 agosto scorso. Il dialogo tra i sindacati irlandesi dei piloti e i vertici Ryanair ha subito una nuova, inattesa battuta di arresto il 19 agosto scorso. Secondo quanto ha riportato l'agenzia Bloomberg, tra l’altro, il negoziato, che sembrava a un passo dalla soluzione, non riprenderà prima della prossima settimana, anche se ancora non è stato fissata alcuna data.

Di conseguenza anche i sindacati di Germania, Belgio, Svezia e Olanda sono sul piede di guerra per le condizioni di lavoro imposte dal vettore e hanno già proclamato e messo in atto una serie di scioperi che ne ha fortemente penalizzato l'attività estiva. L'ultimo sciopero, indetto il 10 agosto, ha lasciato a terra 400 aerei.

Ryanair: inaccettabile attaccare i diritti dei dipendenti

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“La condotta della compagnia aerea Ryanair è palesemente antisindacale”. Lo affermano in una nota congiunta il segretario confederale Cgil, Vincenzo Colla, ed il segretario generale della Filt-Cgil, Alessandro Rocchi che informano di aver presentato il 14 dicembre 2017 “una precisa istanza alla Commissione di garanzia per il diritto di sciopero con la richiesta di avvio della procedura di valutazione della compagnia aerea”. Colla e Rocchi fanno rilevare che “la legge che disciplina l’esercizio del diritto di sciopero – la 146 del 90 – contiene degli obblighi che le imprese devono rispettare: obblighi che prevedono di concordare, mediante contratti collettivi le prestazioni indispensabili, gli obblighi di informazione all’utenza, l’obbligo delle procedure di raffreddamento”.
Da ciò la richiesta alla Commissione di avviare “apposito procedimento di valutazione per irrogazioni della sanzioni previste dalla legge 146/90 nei confronti di Ryanair, e di produrre conseguente delibera che indichi alla compagnia a desistere dal comportamento non conforme alle leggi italiane”.
La Cgil e la Filt chiedono inoltre alla stessa Commissione di essere convocati in audizione.

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