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Manovra: iniziative unitarie nazionali Cgil, Cisl, Uil a Napoli, Milano e Roma

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Ai sindacati la manovra finanziaria messa a punto dal governo, seppure ancora in via di definizione, piace davvero poco. E oggi mercoledì 19 dicembre 2018 ne parlano diffusamente in tre attivi unitari che si svolgono in contemporanea a Roma, Milano e Napoli. La decisione è stata presa da Cgil, Cisl e Uil dopo l’incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si è svolto lunedì 10 dicembre, nel corso del quale i tre segretari generali hanno illustrato le loro priorità per la legge di bilancio 2019.

Ryanair: regolamento aziendale non è contratto e non tutela equipaggi

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“Più che un contratto si tratta di un regolamento aziendale”. Lo affermano unitariamente Filt Cgil e Uiltrasporti, in merito alla notizia della firma da parte di Anpac del primo contratto collettivo di lavoro per i piloti di Ryanair, basati in Italia, aggiungendo che “siamo ben lontani da un contratto collettivo, in quanto non è regolato dal diritto italiano ma da quello irlandese”.
Secondo le due organizzazioni sindacali inoltre “l’accordo raggiunto oggi non garantisce libertà di affiliazione sindacale, impedisce, per la durata del contratto, ai lavoratori di aderire a iniziative sindacali, obbliga i piloti al pagamento della propria divisa di lavoro, non assicura agli equipaggi il pasto a bordo durante il servizio e consente la sottoscrizione di contratti paralleli da parte di agenzie interinali, oltre ad essere ampiamente insufficiente l’investimento messo in campo dall’azienda in materia di salario e previdenza”.

Previdenza: depennata dall'agenda di governo?

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La questione del superamento della legge Fornero è stata esclusa dalla conferenza stampa del premier Conte. Ghiselli: "Finora nessuna risposta. Si passi dalle parole ai fatti: occorre aprire un confronto con i sindacati". Il tema della previdenza e quello di una riforma complessiva che superi la legge Fornero "sembrano essere stati depennati dall'agenda del governo”. Lo osserva il segretario confederale della Cgil nazionale, Roberto Ghiselli commentando la conferenza stampa odierna del presidente del consiglio Giuseppe Conte, prima della pausa estiva, durante la quale non si è fatto alcun accenno alla questione.

“Altre fonti – prosegue il dirigente sindacale -, ipotizzano l’intenzione di varare esclusivamente la cosiddetta “quota 100”, misura che se realizzata con i vincoli e le penalizzazioni previste ad oggi riguarderebbe pochissimi lavoratori e altro non sarebbe che un ulteriore parziale ritocco alla legge Fornero che rimarrebbe intatta nel suo impianto”.

Pensioni: il motivo della bocciatura per Cgil

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Il governo aveva assunto alla fine del 2016 degli impegni con le organizzazioni sindacali. “Ci aveva detto che la legge di bilancio per il 2017 aveva spazi limitati, ma che lungo l’arco del 2017 e in vista della legge di bilancio per il 2018 avremmo definito quelle che lo stesso governo conveniva essere delle ingiustizie” spiega Camusso. E le “ingiustizie” riguardavano “il tema delle lavoratrici, del lavoro di cura e dell’accelerazione della loro età pensionabile; i meccanismi iniqui che sono previsti rispetto ai giovani che non avranno mai la flessibilità, salvo che siano molto ricchi dal punto di vista contributivo; il tema delle pensioni anticipate. Insomma, l’insieme delle manomissioni che erano state determinate al sistema e che richiedevano ora di essere affrontate”.

Pensioni: pronti alla mobilitazione

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Quello di ieri a Palazzo Chigi avrebbe dovuto essere l’incontro definitivo. E invece governo e sindacati confederali si sono dati un nuovo appuntamento per martedì 21 novembre 2017 alle 9.30. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si è presentato ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil con due nuove proposte sulle pensioni: lo stop al rialzo dell'età pensionabile anche per le pensioni di anzianità e un fondo per la proroga dell'Ape sociale. Ma il metro di confronto per giudicare il pacchetto complessivo sulla previdenza non può essere quello che era stato proposto in questi giorni in tema di allargamento della platea dei beneficiari dello stop dell’innalzamento a 67 dell’età pensionabile, ma gli impegni che erano stati assunti nella trattativa complessiva sulle modifiche da apportare all’attuale sistema previdenziale frutto della riforma Fornero.  Per questo la leader della Cgil, Susanna Camusso ha detto che "dal punto di vista degli impegni assunti dal governo nel settembre 2016 rispetto alla fase due, le distanze mi paiono evidenti". "Troppo ristretta - ha aggiunto - anche con la nuova proposta, la platea dei beneficiari delle agevolazioni sull’aumento dell’età per la pensione”. Oltre che sulle donne Camusso sottolinea "nessuna disponibilità da parte del governo"

Previdenza: confermato il giudizio negativo sulla proposta del Governo

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Si è tenuto oggi il previsto incontro con il Governo sulla previdenza, alla presenza del Presidente del Consiglio e dei ministri Poletti, Padoan e Madia. Il Governo ha ribadito le proposte avanzate nel precedente incontro, contenute in un documento, che è stato consegnato (vedi allegato),  a cui sono stati aggiunti due soli elementi: l’estensione del blocco dell’innalzamento dei requisiti contributivi di pensionamento anche alle pensioni di anzianità, ma limitatamente alle sole 15 categorie dei cosiddetti lavori gravosi; la costituzione di un fondo per finanziare, con gli eventuali residui derivanti dalla gestione dell’Ape sociale del 2018, una eventuale proroga dell’Ape stessa nel 2019.

La valutazione sindacale, rispetto a queste proposte, è stata differenziata.

Per quanto ci riguarda, abbiamo confermato il nostro giudizio negativo sull’impianto della proposta, giudizio che rimane valido anche alla luce delle integrazioni proposte.

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