vertenze

Cgil, Cisl e Uil su crisi: mettere al centro il mondo del lavoro

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Cgil, Cisl e Uil esprimono grande preoccupazione per l’attuale situazione di instabilità politica prodotta in pieno periodo feriale che, se non risolta rapidamente, può ulteriormente ridurre le condizioni per la crescita del Paese, aggravare la situazione economica e sociale di tutto il mondo del lavoro e dei pensionati, non far svolgere alcun ruolo al nostro Paese nella costruzione di una nuova Europa sociale. È il momento della serietà, del pieno rispetto dei principi, dei valori e dei comportamenti indicati dalla nostra Carta Costituzionale, nata dalla resistenza e dalla sconfitta del fascismo e del nazismo.
La soluzione della crisi compete al Parlamento che, dopo un dibattito ampio, libero e trasparente deve votare o sfiduciare il governo, e al Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, cui va tutta la nostra stima e il sostegno incondizionato anche nella verifica di una reale possibilità di dare un nuovo governo al Paese.

Logistica in Veneto: la battaglia Filt per i diritti dei lavoratori

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L’elenco delle molte questioni aperte nel settore del Trasporto Merci e della Logistica nel Veneto che in più occasioni abbiamo evidenziato, è lungo e per molti aspetti simile ad altri territori. In 10 anni la crisi ha profondamente cambiato gli assetti imprenditoriali nel settore, ridefinito le filiere economiche e le loro competitività.  E’ stato fondamentale il ruolo che come Filt e come CGIL abbiamo svolto in questi anni per tutelare diritti dei lavoratori e la sicurezza sul lavoro per gestire le crisi e i drammi occupazionali, puntando alla competitività/produttività delle imprese nel mercato e non sulla esclusiva riduzione del costo del lavoro che, come è a noi noto, non è mai stata utile a salvare occupazione e aziende rispetto ai fattori della crisi. 

 

Anas: accordo nazionale recupero IVC

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Pubblichiamo il protocollo d'intesa che chiude il contratto di transizione 2015, relativo alla piattaforma unitaria presentata nel 2014. L'intesa recupera a livello tabellare anche l'IVC non erogata da Anas. Al riguardo, si rammenta che tale inadempienza era stata oggetto di vertenze promosse dalle OO.SS. nazionali firmatarie del contratto presso alcuni territori attraverso un collegio unitario di legali. Tale iniziativa nazionale era partita successivamente alla presa d'atto del silenzio che aveva fatto seguito al quesito posto su tale omissione sia al ministero del lavoro sia la dipartimento della funzione pubblica. Lo stesso protocollo prevede quindi, di accompagnare la chiusura di tali vertenze (già aperte e in via di definizione) presso i tribunali di riferimento (Milano, Roma, Pescara, Napoli). Conclusa tale fase, il 3 febbraio prossimo riprenderanno le trattative per il rinnovo del CCNL 2016-2018 sul tema della classificazione.

Scioperi. Camusso: Renzi strumentalizza. Non toccare i diritti dei lavoratori

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Pubblichiamo l'intervista al 'Quotidiano Nazionale' nella quale la segretaria generale della Cgil afferma: "sbagliati quegli scioperi, no a proteste tipo Pompei e Alitalia, ma Renzi strumentalizza. Il governo non tocchi i diritti dei lavoratori e sblocchi i contratti pubblici" «Fummo tra i soggetti che anticiparono la legge 146 del 1990 con l'autoregolamentazione del diritto di scioperi nei servizi essenziali, perché noi non scioperiamo contro i cittadini. Ora vedo una gran voglia di dire che tutto è servizio pubblico essenziale. Che servono altre restrizioni. Andiamoci piano. I problemi cui assistiamo si risolvono non negando diritti, ma affrontando il tema della rappresentatività. E sbloccando i contratti pubblici e ripristinando le relazioni sindacali». Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, frena sulla riforma della legge 146. Prende le distanze dai fatti di Pompei e dall'ultimo sciopero Alitalia. E torna a incrociare le sciabole con Matteo Renzi. Segretario Camusso, quale è la posizione del sindacato su Pompei e Alitalia? «Sono due episodi differenti. Iniziamo da Pompei. La modalità è sbagliata, non si usano né gli scioperi né le assemblee come arma che danneggia importanti beni culturali del Paese.

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