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Ryanair ancora condannata per comportamento antisindacale

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“Anche il tribunale di Roma, dopo quelli di Bergamo e di Busto Arsizio, ha condannato il comportamento antisindacale di Ryanair”. Ne dà notizia la Filt Cgil, spiegando che “questa nuova sentenza rappresenta un’altra vittoria importante per i dipendenti della compagnia irlandese che hanno la base di lavoro nel nostro paese, a cui non è concessa la libertà di scegliere il proprio sindacato”.

Ryanair dovrà risarcire 50 mila € per discriminazione

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“Condannata nuovamente Ryanair, questa volta dalla Corte d’appello di Brescia”. Lo riferisce Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt Cgil, in merito al nuovo pronunciamento nei confronti della compagnia irlandese, a seguito di quanto aveva stabilito il Tribunale di Bergamo che “da oltre un anno ha riconosciuto il comportamento discriminatorio nei confronti dei lavoratori che avevano rapporti con il sindacato”.

Ryanair: condannata per comportamento discriminatorio

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Il Tribunale del lavoro di Bergamo ha condannato Ryanair a pagare un risarcimento di 50 mila euro, dichiarando discriminatorio il comportamento della compagnia che impedisce ai dipendenti di stabilire contatti con il sindacato, pena il licenziamento. È l’esito della causa promossa dalla Filt Cgil. A darne notizia è il coordinatore nazionale del trasporto aereo della categoria, Fabrizio Cuscito. L’azione legale era partita il 13 ottobre 2017. Il ricorso contro Ryanair si basa sulla disciplina italiana attuativa della normativa europea per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. “Lo scopo – spiegava in quella occasione il sindacato – è quello di ottenere l'accertamento del comportamento discriminatorio di carattere collettivo operato dalla compagnia nei confronti dei dipendenti”.

Low cost o low rights in Ryanair?

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La FILT Cgil ha depositato un ricorso presso il Tribunale di Bergamo, oltre ad una causa per attività antisindacale con l’obiettivo di porre fine ad una azione contro la libera adesione al sindacato dei suoi dipendenti. Nel rendere pubblico il ricorso intendiamo avanzare all’opinione pubblica la domanda su come sia tollerabile che una impresa eserciti un dominio totale ed incontrollato sul proprio personale, tale da porsi al di fuori dei principi costituzionali e nell’ordinamento europeo e nazionale. La recente sentenza della Corte di Giustizia Europea stabilisce che il personale di Ryanair, assunto ed operante in via continuativa presso uno scalo, possa ricorrere alla Magistratura di quel paese per ogni controversia legale. Questa novità modifica radicalmente quanto avveniva sin oggi e che vedeva Ryanair spostare la sede dell’eventuale contenzioso in Irlanda o in altri stati dove aveva sede la società interinale di intermediazione di manodopera.

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